

di Alessandra Pinna
VITERBO - E’ pesante il bilancio dell'alluvione che tra domenica e lunedì ha colpito la Tuscia. Precipitazioni record che non si vedevano così intense da anni e che, in particolare, hanno colpito la zona del litorale, Orte e l’Alto Viterbese.
E se il bilancio è pesante, i numeri degli interventi dei vigili del fuoco nelle zone ''calde'' non sono da meno.
Durante la giornata di martedì, infatti, sono stati effettuati oltre 40 interventi e, durante le prime ore della notte, erano ancora un centinaio le richieste. Il comando dei vigili del fuoco di Viterbo ha raddoppiato i turni di servizio. Grande sostegno dai colleghi delle altre province del Lazio: da Roma è arrivata una sezione operativa in assetto alluvionale, un mezzo anfibio dal comando di Rieti e idrovore dai colleghi di Latina e Frosinone, per un totale di oltre 20 unità.
Le zone più colpite del Viterbese, Orte Scalo e Montalto Marina, sono state sorvolate dal prefetto Antonella Scolamiero, dal comandante dei vigili del fuoco Gennaro Tornatore, dal comandante del corpo forestale Giampiero Costantini e dall’assessore alla Protezione civile della Provincia Gianmaria Santucci. A bordo dell’elicottero della forestale i quattro hanno potuto fare il punto della situazione e osservare i danni provocati dalle esondazioni del Tevere e del Fiora.
Il sorvolo dall'alto e il monitoraggio delle aree in difficoltà, ha permesso di rimodulare il dispositivo di soccorso: le squadre operative in assetto alluvione e il mezzo anfibio dei vigili del fuoco sono stati spostati da Montalto Marina a Orte scalo, dove i vigili sono stati impegnati in numerosi interventi di salvataggio di persone e animali.
Inoltre, hanno supportato altre squadre di soccorso durante le operazioni di evacuazione e messa in sicurezza del territorio.
Oggi a Montalto Marina continuerà la seconda fase operativa, con gli interventi di prosciugamento dei locali siti al piano terra e l’assistenza alla popolazione.
Proprio per questo motivo, come era stato annunciato ieri dal sindaco Sergio Caci, è stato istituito un presidio mobile (centro operativo avanzato) che, durante i prossimi giorni, avrà la possibilità di gestire gli interventi direttamente sul posto grazie ai vigili del fuoco e l'aiuto di protezione civile, volontari e gruppi comunali.
I vigili del fuoco sono dovuti intervenire anche a Tuscania per il crollo di un solaio di una palazzina del 1400. Fortunatamente all'interno dell'immobile, di proprietà della Curia, non abitava nessuno.
Sul fronte danni è ancora presto per avere un bilancio definitivo ma molti sindaci dei comuni interessati hanno già fatto domanda per la richiesta dello stato di calamità naturale. Tra questi Alberto Bambini, primo cittadino di Acquapendente, ha fatto dichiarato di aver già inviato tutta la documentazione relativa ai danni subiti, in particolare quello che riguarda lo smottamento della strada Cassia e la sua conseguente chiusura al traffico in località Ponte Gregoriano. ''Siamo costantemente in contatto con l’unità di crisi della Prefettura, con il prefetto e gli uffici regionali per monitorare la situazione - ha spiegato in una nota ufficiale - I collegamenti con la Toscana, ma anche con una parte del nostro territorio, sono interrotti e questo causa notevoli problemi ai cittadini e alle aziende. Chiediamo alla Regione Lazio che si attivi al più presto per chiedere al Governo l’inserimento nel decreto, sullo stato di calamità, anche dell’Alta Tuscia, zona purtroppo tra le più colpite del territorio regionale. Sui mezzi di informazione nazionali, infatti, viene documentata la gravità in cui versano i territori e le popolazioni di Umbria e Toscana, e - conclude - poco si è parlato dei danni che il maltempo ha provocato qui da noi”.