

VITERBO - Ha violentato la prima volta la figlia mentre la moglie era ricoverata in ospedale per partorire la secondogenita. Le violenze sono continuate per due anni. Per abusare della bambina, che all'inizio della turpe vicenda aveva 12 anni, approfittava dell'assenza della moglie. L'uomo, dall'indole particolarmente violenta, era solito picchiare la donna con calci e pugni, tanto da costringerla al ricovero in ospedale più volte. Esasperata e sconvolta la bambina, ormai 14enne, ha organizzato una fuga da parenti, insieme alla madre e alla sorellina. Assistita in un ospedale del nord Italia, ha trovato il coraggio di confessare tutto al personale sanitario. Dopo la segnalazione dei medici sono scattate le indagine della Squadra Mobile di Viterbo. L'uomo è stato arrestato ieri sera con l'accusa di violenza sessuale continuata e aggravata su una minore di 14 anni, maltrattamenti in famiglia e violenza privata.
DICEVA ALLA BAMBINA CHE ERA UN NORMALE RAPPORTO FRA PADRE E FIGLIA
Nel 2008, quando la madre si trovava in ospedale per partorire la seconda figlioletta, l'uomo per costringere la bambina ad avere rapporti sessuali con lui, le diceva che era naturale che padre e figlia avessero un legame del genere. La obbligava a rapporti sessuali completi e di ogni tipo, anche più volte in una giornata. Nel corso dei mesi, però, la ragazzina ha iniziato a ribellersi al padre che, per abusare di lei, la immobilizzava, bloccandole le mani e tappandole la bocca per non farla gridare, e minacciava di morte la madre se ne avesse parlato.
PICCHIAVA LA MOGLIE DI FRONTE ALLE FIGLIE
Il 40enne, definito un 'energumeno' dal capo della Squadra Mobile Fabio Zampaglione, dal carattere particolarmente violento, era solito colpire con calci e pugni la moglie davanti alla figlia. La donna più volte è dovuta ricorrere all'assistenza medica per le lesioni riportate.
FUGA PER LA LIBERTA'
La bambina, esasperata dal ripetersi degli abusi, ha avuto il coraggio di organizzare una fuga convincendo la madre ad andare con lei, insieme alla sorellina. Contattati dei parenti in Lombardia, le tre hanno lasciato Viterbo lo scorso gennaio. Una volta arrivate dai familiari, la ragazzina, in evidente stato di choc, è stata ricoverata in un ospedale della zona, nel reparto di neuropsichiatria infantile. Qui ha trovato il coraggio di confessare tutto a una zia e poi al personale medico.
INIZIANO LE INDAGINI
Dall'ospedale parte la segnalazione alla Questura di Viterbo, che invia due ispettori della sezione minori ad indagare sulla vicenda. Vengono ascoltate sia la bambina che la zia e raccolte le loro deposizioni. Anche gli accertamenti medico - legali confermano gli abusi sessuali. Il rapporto consegnato al pm Tucci fa scattare la richiesta al gip Mautone di procedere con un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'uomo.
L'ARRESTO
Dopo un lungo appostamento fuori l'abitazione della nuova compagna del 40enne, gli uomini della Squadra Mobile, guidati da Fabio Zampaglione, hanno fatto un blitz e hanno arrestato il romeno, che ha tentato di ribellarsi. La polizia, però, è riuscito a bloccarlo e lo ha portato al carcere di Mammagialla.
Madre e figlia sono ancora ricoverate in ospedale.
di Luana Miriti