ANNO 27 n° 267
Accoltellamento per gelosia - "De Vito aveva pianificato tutto"

VITERBO - "Ci aspettava in casa per aggredirci". Mariola Henrycka Michta, la 30enne polacca coinvolta nell'omicidio di Marcella Rizzello, è stata ascoltata questa mattina dal pm Renzo Petroselli per l'alcottellamento avvenuto il 12 maggio a Civita Castellana fra un operaio 39enne di Fabrica di Roma, con cui aveva una relazione, e l'ex compagno di lei, Giorgio De VIto, accusato di aver ucciso la Rizzello.

Dalla ricostruzione fornita dalla Michta, De Vito avrebbe chiamato la donna invitandola a tornare a casa per prendere alcuni oggetti che aveva lasciato. Lei si fece accompagnare dal suo compagno e una volta entrati nell'abitazione sarebbero stati aggrediti da De Vito, che sarebbe uscito da sotto il letto armato di sciabola.

A quel punto iniziò una forte collutazione fra i due: a De Vito fu quasi completamente reciso il pollice della mano destra con una coltellata, l'operaio di Fabrica di Roma, invece, riportò lesioni gravissime alla mano sinistra, al volto ed alla schiena. Quest'ultimo è stato inizialmente arrestato ma poi tutte le accuse nei suoi confronti sono cadute.

Grazie a quell'episodio i carabinieri poterono confrontare il dna di De Vito, uno dei tanti personaggi inserito nel lunghissimo elenco dei possibili assassini di Marcella Rizzello, con quello estratto da cinque campioni ematici trovati nella casa della vittima, trovando un riscontro positivo che portò all'arresto dell'uomo.

 

12/05/2010 - Lite per gelosia finisce a coltellate, due uomini arrestati dai carabinieri




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