ANNO 27 n° 263
ACQUAPENDENTE

ACQUAPENDENTE - In vista della riforma a livello regionale dell’assetto dei Comuni collocati in zone montane con l’eventualità di procedere alla chiusura delle Comunità Montane così come annunciato dall’Assessore Regionale Giuseppe Emanuele Cangiani, il Consiglio Comunale di Acquapendente approva all’unanimità un apposito Ordine del Giorno in merito.

“Il Consiglio Comunale - cita testualmente il documento - ritiene doveroso affermare alcuni importanti principi cui dovrà necessariamente essere improntata la pianificazione complessiva di qualsiasi provvedimento di riforma del sistema delle Autonomie Locali montane nella nostra Regione.

A) Il processo associativo dovrà avvenire da un processo di concertazione con il territorio, e partendo dalle dinamiche socio-economiche del territorio con particolare riferimento alle situazioni più deboli.

B) Il Comune dovrà essere riconosciuto e valorizzato nel suo ruolo indispensabile di istituzione di primo livello nel sistema delle autonomie locali, soprattutto nelle realtà montane dove l’isolamento e lo svantaggio degli Enti Locali più piccoli e periferici rende opportuno mantenere un presidio del territorio.

C) La montanità, intesa come riconoscimento di uno svantaggio ma anche di specifiche peculiarità, dovrà essere riconosciuta con la destinazione di specifiche risorse, a prescindere dal tipo di modello organizzativo prescelto;

D) I Comuni di maggiori dimensioni potranno divenire parte importante di questo processo in quanto con la loro organizzazione più strutturata, possono creare le condizioni di efficienza dell’azione che conducano ad una aggregazione più solida e duratura. Tuttavia è importante che anche da parte di questi vi sia condivisione del risultato da raggiungere e la convinzione che il loro ruolo implica responsabilità solidale nei confronti dei più piccoli oltre a richiedere strumenti per pesare nell’adozione delle scelte importanti.

E) Nel caso di servizi in cui vi sia la necessità di agire su una scala più grande per ottenere maggiore economicità nell’azione amministrativa si potrà successivamente prevedere o favorire lo sviluppo di collaborazioni fra ambiti.

E pertanto impegna il Sindaco:

1) A farsi interprete nei confronti dell’Amministrazione Regionale, del rispetto dei principi anzidetti;

2) A sollecitare l’Assessore Regionale competente a porre in essere tutti gli utili affinchè favorisca soluzioni in linea con le affermazioni espresse in premessa;

3) A sostenere e dare forza alle istanze provenienti da tutte le realtà comunali con il coinvolgimento della Provincia, anche di quelle più piccole;

4) Di indicare nello strumento delle Unioni dei Comuni Montani l’eventuale alternativa alle attuali Comunità Montane se ed in quanto quest’ultime non siano previste nel progetto di riforma del codice delle autonomie al fine della gestione dei servizi associati anche in via obbligatorie o delegate per funzioni di competenza regionale;

5) Di istituire presso la Comunità Montana una Commissione tecnico-istituzionale con il compito di avviare un processo di autoriforma dell’Ente che preveda l’implementazione dei servizi da svolgere in forma associata, tenendo conto delle evoluzioni normative in corso e dei criteri di efficacia, efficienza, economicità ed adeguatezza;

6) Che, in particolare, necessita intraprendere delle iniziative istituzionali per impedire la lenta morte per inedia della Comunità Montana Alta Tuscia Laziale, dal momento che stiamo parlando dell’area più debole della Provincia di Viterbo sotto il profilo socio-economico e demografico, per di più, in una situazione di grave crisi economica con gravi sofferenze del tessuto produttivo del territorio e grave crisi del sistema sanitario, sociale e formativo”.




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