

ACQUAPENDENTE - La comunità religiosa aquesiana si appresta a riappropriarsi del bellissimo Chiostro di San Francesco. Tutto questo avverrà Domenica 16 alle ore 17.00, nell’ambito delle manifestazioni a corollario della Festa di S.Antonio Abate.
Voluto fortemente dal Comune di Acquapendente, il progetto di recupero conservativo che ha ampiamente rispettato i tempi tecnici previsti, ha messo in evidenza l’alta e qualitativa capacità delle maestranze locali di mantenere inalterata la strutturazione della parte costitutiva di un ex Convento, parte integrante della Chiesa di Santa Maria o San Francesco consacrata nel 1149 del Vescovo di Orvieto Monsignor Aldobrandini.
L’area centrale scoperta ed i corridoi coperti da cui si accede ai principali locali conventuali, sono stati sottoposti ad un “vernissage” globale. A partire dal rifacimento del tetto con l’utilizzo di materiale tegolatorio in grado di rispettare le caratteristiche dell’epoca, per passare alla ristrutturazione delle stanze che a medio-lungo termine ospiteranno una vera e propria pinacoteca ed arrivare alla porzione “chiusa” nel quale si possono evidenziare parti di stucchi ripercorrenti la vita di San Francesco.
Il passaggio dall’inaugurazione all’apertura di un “percorso artistico-religioso” di visite guidate sarà sicuramente breve. Ad essere protagoniste saranno le mozzafiato bellezze: le finestrelle ad arco della facciata, lo stupendo rosone, il maestoso campanile progettato da Raffaele di Prato, le tre campane di cui la più grande fusa nel 1472 da Giovanni da Ferentino e, “chicca finale” l’interno della Chiesa.
Che comprende una copia dell’Ascenzione di Raffaello realizzata da Giuseppe Dividus, l’immagine in gesso di S’Anna e Maria Bambina, le memorie di Girolamo Fabrizio e Padre Ludovico Placenti, le sculture del Bulgarini (S.Giuda Taddeo, San Matteo, San Filippo, San Tommaso, San Giacomo Maggiore, San Paolo, San Simeone, San Bartolomeo, San Giacomo Minore, San Giovanni, Sant’Andrea, San Pietro), gli affreschi del presbiterio.