

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo.
''In questa campagna elettorale, molti promettono di ubriacarsi in caso si avveri la profezia sperata. Altri lo fanno a prescindere.
Baffetto, all'anagrafe Ugo Sposetti, si accorge, solo ora, dopo sette anni di battaglie che un aeroporto a Viterbo è ancora possibile. Ma le sbornie pre-elettorali devono fare conti con la sobrietà degli elettori. Questi ultimi ben si ricordano come, cinque anni fa, la città era tempestata di manifesti inneggianti all'aeroporto con affianco la figura del noto Viterbese dai mustacchi bianchi.
Poi, dopo i proclami, il nulla, o al più sonati critiche contro lo scalo.
Dove era Sposetti in questi anni in cui quotidianamente battevamo le strade del Ministero dei Trasporti e della Enac?
Cosa fatto Sposetti in questo lustro con i suoi cari amici di aeroporti di Roma?
Come si è prodigato, da uomo forte della sinistra, con i suoi amici del governo Monti?
Ora, che il governo dei tecnici, con un provvedimento ridicolo, pensa di aver cancellato l'aeroporto, Sposetti diventa improvvisamente colui che crede fortemente nel rilancio dell'infrastruttura aeroportuale.
Forse, però, questa volta, la tela di Penelope che ha cucito e ricucito per vent'anni con le solite promesse relative alla Cassia, alla ferrovia Roma Viterbo, alla superstrada Viterbo Orte, al turismo viterbese, non gli riuscirà con l'aeroporto.
Si faccia pure da parte se pensa di fare quello che ha fatto sino ad oggi, potrebbe essere solo di intralcio''.
Giovanni Bartoletti, capolista dei Moderati in rivoluzione per il collegio del Senato del Lazio