ANNO 27 n° 266
AEROPORTO VITERBO

Riceviamo e pubblichiamo:

STASA, che aveva chiuso temporaneamente i battenti in assenza, nel dopo elezioni, di un dibattito di un qualche spessore sulla fattibilità dello scalo aeroportuale viterbese, è costretta nuovamente ad intervenire alla luce di talune esternazioni che suscitano enormi perplessità tra gli addetti ai lavori.

Tra le tante ha destato una certa meraviglia che anche il rappresentante di un sindacato autorevole come la CISL abbia ancora dei dubbi sulla realizzabilità di un aeroporto internazionale dalle dimensioni adeguate tali da poter assorbire, quale secondo scalo del Lazio, in qualche anno, il traffico aereo di Ciampino scaricando su Viterbo i problemi romani.

I dubbi del sindacalista non sono stati fugati neppure dal programma per le olimpiadi del 2020 in cui, provocando l’ira degli abitanti di Ciampino, in barba a tutte le chiacchiere sull’aeroporto Etrusco che non c’è, Ciampino risulta rimanere saldo nella sua posizione di 2° aeroporto laziale. Il tutto corrisponde peraltro al rapporto del 2009 presentato al Parlamento dal Presidente dell’ENAC Riggio ove a pag. 86 - tra gli aeroporti d’interesse individuati dal raggruppamento formato da One Works SpA, KPMG Advisory SpA e Nomisma SpA, cui ENAC aveva affidato uno studio sullo “Sviluppo futuro della rete aeroportuale nazionale quale componente strategica dell’organizzazione infrastrutturale del territorio” a seguito di gara europea (costo € 600.000) – Viterbo non figura affatto. Ma non basta , i master plan aeroportuali contemplati per i prossimi 15 anni (vedi pag.98 para 3.2 del rapporto) , riguardano gli aeroporti di Fiumicino (per svariati miliardi di Euro), Malpensa, Cagliari, Palermo e Bologna. Di Viterbo neppure l’ombra. I

n conclusione forse il Sindaco Marini ed altri autorevoli esponenti politici – se nonostante tutto pervicacemente insistono sul fatto che l’aeroporto si farà senza dire quale - hanno ormai accettato che uno scalo internazionale delle dimensioni fino ad oggi prospettate è devastante e di impossibile realizzazione logistica anche per gli esperti cui è stato commissionato il costoso studio in parola. Se così é, lo ammettano onestamente!

Se così é, lo ammettano onestamente! Dicano onestamente ai cittadini che hanno ripiegato su quella che era l’ipotesi da noi sempre caldeggiata e che qualcuno per interessi personali ha fatto fallire. Un ipotesi realistica e concreta che nel 2002 sarebbe stato possibile realizzare in un paio d’anni: un aeroporto regionale compatibile con il territorio e con le esigenze di mobilità dei viterbesi.

Dicano onestamente dove sono andati a finire i tre milioni e passa Euro che erano stati destinati all’epoca – grazie all’interessamento del Sen.Bonatesta – a quel progetto che piaceva anche all’attuale sindaco di Roma.

Viceversa se il mega aeroporto che non c’è deve continuare ad essere uno specchietto per le allodole elettorale ed un alibi per lasciare nel degrado più assoluto il capoluogo, le infrastrutture di collegamento e quant’altro, allora come da alcune testate giornalistiche sollecitato, è bene che di questo continuo spreco di risorse organizzative della P.A. se ne occupino le autorità cui sono conferite funzioni di vigilanza e controllo.

Questo sollecitano i cittadini onesti! E se poi esistono realmente documenti attestanti che Viterbo aeroporto (quale sostituto di Ciampino) è in qualche occulto master plan di ADR (dai dati di bilancio della società non risulterebbe) per la cui redazione la Società romana avrebbe ricevuto un milione di Euro (come sostenuto da Sindaco ed Assessore all’Aeroporto), si rendano pubbliche queste carte e si faccia chiarezza su di un affair che veramente sta degenerando.

Bruno Barra Coordinatore STASA




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