

VITERBO – Che fine ha fatto la tomba di Alessandro IV, al secolo Rinaldo di Jenne, nato nella seconda metà dell'XI secolo a Sessa Aurunca (Caserta) e morto a Viterbo il 25 maggio 1261, dal 1254 181° papa della Chiesa Cattolica? Al 'giallo' della sepoltura papale scomparsa, alla cui soluzione si sono dedicati senza successo per due secoli storici e archeologi, tenterà di dare risposta Alberto Picardo Gallardo, ricercatore dell'Università di Siviglia, studioso della storia viterbese, in collaborazione con vari atenei: Tuscia, Palermo, Roma-La Sapienza e altri americani e tedeschi. Della tomba di Alessandro IV, il primo papa a spostare la sede pontificia da Roma a Viterbo, al quale la città deve anche la costruzione del maestoso palazzo papale, erretto da Raniero Gatti per ospitare il pontefice e, indirettamente, la tradizione della Macchina di Santa Rosa, si è persa ogni traccia da alcune centinaia di anni. Per ritrovarla, finora, non è stato mai condotto alcuno studio serio né alcuna indagine scientifica. Del resto, ad Alessandro IV. come a Raniero Gatti, non a Viterbo non è mai stata intitolata una piazza o una strada. A ricordare il luogo in cui potrebbe essere stata la tomba, nell'abside di sinistra della cattedrale di San Lorenzo, duomo della città, c'è solo una targa kitsch, in plastica. A riportare d'attualità la vicenda ci ha pensato il giovane ricercatore andaluso. ''Nel 2011 – ha spiegato – ricorrerà il 750° anniversario della morte di Alessandro IV. Con la curia vescovile abbiamo ritenuto che sia un'occasione da fruttare per tentare di ritrovare la tomba papale e con essa risalire alle radici della città''. Le ricerche, come ha spiegato lo studioso, si divideranno in due fasi: una geofisica-archeologica e una storico-artistica. Si inizierà da un'analisi del sottosuolo del duomo, allo scopo di cercare fisicamente la tomba, poi inizierà un approfondito studio sull'importanza culturale di Alessandro IV nella storia viterbese ed europea.