ANNO 27 n° 265
Albo restauratori, la Cna protesta

Dopo la protesta dei 30mila operatori del settore, il ricorso al Tar da parte della Cna nazionale e, per finire, il pressing di tutte le associazioni artigiane, il ministro dei Beni Culturali ha prorogato prima di due poi di quattro mesi la scadenza, inizialmente fissata per il prossimo 31 dicembre, per la presentazione della domanda di iscrizione nell’istituendo Albo dei restauratori o dei collaboratori restauratori. La decisione porta un po’ di sereno nella categoria, incluse le circa quaranta imprese di restauro presenti nella Tuscia, ma è insufficiente. Secondo la Cna, “occorre rivedere la normativa sul restauro. E’ perciò indispensabile la convocazione di un tavolo di confronto, con la partecipazione delle Amministrazioni competenti, delle Regioni e delle organizzazioni rappresentative delle realtà del restauro”.

 
 

“Le norme di accesso alla professione contenute nel Codice del restauro -dice Maurizio Mancini, responsabile dell’Area Sviluppo Impresa- hanno l’unico effetto di far sparire una categoria che possiede sapere e saper fare. In pratica, si considerano unicamente validi, ai fini dell’iscrizione, i requisiti maturati negli anni precedenti il 2001, purché sia esibita la certificazione dei lavori eseguiti. Missione, questa, complicatissima, in quanto si chiede ai restauratori di produrre persino documenti obbligatori solo dopo il 2000”.

 
 

E chi ha restaurato negli ultimi otto anni? “E’ come se non lo avesse fatto -spiega Mancini-. Il suo futuro è affidato all’esito di un esame di abilitazione che consiste in un quiz: 100 domande a risposta multipla che spaziano in ogni settore del restauro, quando tutti sanno che questo ambito è fortemente specialistico. Ad avere la certezza dell’iscrizione nell’Albo, sono solo i diplomati presso le tre Scuole riconosciute (l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e l’Istituto Centrale di Restauro di Roma e di Torino) o chi abbia conseguito una laurea quinquennale”.

 
 

“E’ certamente giusto regolamentare la professione di restauratore. Tutti vogliamo la garanzia che gli interventi di manutenzione e restauro su beni mobili e superfici decorate di beni architettonici sottoposti a tutela siano eseguiti con competenza, perché la conservazione del nostro patrimonio artistico ci sta particolarmente a cuore. Ma, se la normativa non sarà modificata, rischiamo proprio di perdere preziose professionalità, una delle migliori tradizioni artigiane del nostro Paese”, conclude il responsabile dell’Area Sviluppo Impresa. Info: Cna, telefono 0761.2291.




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