

VITERBO - Dopo la sentenza d’appello che ha condannato Paolo Esposito all’ergastolo e Ala Ceoban a otto anni di reclusione per favoreggiamento nell’omicidio e occultamento dei cadaveri di Tatiana Ceoban e la figlia adolescente Elena, la famiglia Esposito torna alla sbarra.
Il 19 luglio prossimo, infatti, i genitori di Paolo, Enrico Esposito e Maria Lorenzini, compariranno di fronte al giudice Italo Ernesto Centaro presso il tribunale di Montefiascone, sezione distaccata di quello di Viterbo. Dovranno rispondere del reato di subornazione di testimone. Per il pm Renzo Petroselli, titolare del fascicolo, infatti, gli Esposito avrebbero tentato di convincere un testimone a volgere la deposizione in favore del figlio Paolo.
Si tratterebbe di Augusto Pesci, membro dell’ex circolo di An di Gradoli che si trovava proprio in un locale di proprietà degli Esposito. L’ipotesi di reato che pendeva su Pesci era quella di favoreggiamento personale. Venne interrogato, infatti, sul furgone con il quale, per l’accusa, avrebbero potuto essere trasportati i cadaveri di Tatiana e Elena, ma l’inchiesta venne archiviata.
Toccherà ai coniugi Esposito, ora, far cadere il castello accusatorio che pende su di loro per subornazione di testimone, reato per il quale si va direttamente a giudizio, il 19 luglio, senza bisogno dell’udienza preliminare. E dovranno rispondere anche, insieme al figlio Paolo e all’avvocato Mario Rosati, di violenza e minacce a pubblico ufficiale per le presunte aggressioni sull’assistente sociale che si occupò Erika, la figlia di Paolo e Tatiana. Rosati, inoltre, legale di Paolo insieme all’avvocato Enrico Valentini, dovrà rispondere anche di favoreggiamento personale. Per il pm Franco Pacifici, infatti, l’avvocato avrebbe tentato di convincere un fioraio a deporre a favore di Paolo.