

VITERBO - ‘’Dieci euro, una città’’. Questo il titolo del servizio dedicato a Viterbo andato in onda ieri (domenica 3 febbraio) durante il programma di Rai3 Alle falde del Kilimangiaro. La rubrica è curata da un gruppo di ragazzi che, ogni settimana, visitano una città d’Italia per proporre ai turisti una visita con un budget di soli dieci euro. Un’ottima idea, visti i tempi di magra, che permette a famiglie, coppie e gruppi di visitatori di poter scoprire le attrazioni del Bel Paese spendendo una somma irrisoria.
Il servizio, però, non è stato gradito dallo staff del negozio di prodotti tipici viterbesi ‘’Ejelo’’ che, tramite una lettera inviata ai giornali, ha espresso forte dissenso nei confronti della redazione del programma, del regista e della Rai. ‘’Siamo molto irritati, non c'è cosa peggiore delle persone che non rispettano il lavoro altrui. – ha commentato lo staff nella nota inviata pochi minuti dopo la messa in onda del programma - Abbiamo inviato le mail informative richieste dalla redazione e, la mattina della registrazione, abbiamo preparato la degustazione come concordato’’. Secondo quanto riportato dai proprietari del negozio la registrazione all’interno di ‘’Ejelo’’ era prevista per le 11, orario poi posticipato di oltre cinque ore, senza preavviso, per un cambiamento del giro della troupe.
‘’Oggi (ieri, ndr) , abbiamo visto la trasmissione e verificato che la rubrica non conteneva la visita presso il negozio (con tanto di degustazione di prodotti tipici offerta allo staff del programma, ndr) e che si è data l'impressione che a Viterbo per acquistare souvenir e prodotti tipici sia necessario scendere sotto terra’’.
Che dire? Forse sarebbe il caso di informare i collaboratori del programma sulle attrazioni delle città che visitano perché, oltre a non inserire nel servizio le parti registrate nel negozio di prodotti tipici, si sono dimenticati di visitare molti punti turistici della città che non avrebbero influito nella spesa del ridotto budget in quanto gratuiti come i musei del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa e della Ceramica, le chiese, o quelli nei quali si accede con un biglietto di ingresso di pochi spiccioli come il museo nazionale archeologico della Rocca Albornoz e il museo del Colle del Duomo.