

VITERBO - E’ stato avviato nella Regione Lazio il progetto per la mappatura della presenza di materiali contenenti amianto.
La realizzazione del censimento è stata affidata al Centro regionale amianto – laboratorio Igiene industriale della Ausl di Viterbo, in collaborazione con i dipartimenti di Prevenzione delle Asl, dell’Arpa Lazio, del Registro Mesoteliomi, dell’assessorato all’Ambiente e quello della Sanità.
Obiettivo del progetto è individuare edifici e siti caratterizzati dalla presenza di amianto nella regione. Il progetto prevede varie fasi ed inizierà dal censimento degli edifici ed impianti sospetti ancora presenti in edifici pubblici o aperti al pubblico, con particolare attenzione a quelli con amianto in matrice “friabile”, che rappresentano le situazioni più problematiche.
Sono state inviate 30mila lettere a firma del presidente della Regione, Piero Marrazzo. I destinatari (in particolare, ministeri, enti, ospedali, istituti e grandi aziende) possono rispondere entro il 31 dicembre 2008 compilando le schede per segnalare la presenza di amianto direttamente online all’indirizzo web: www.laziosaluteesicurezza.it.
Nel Lazio si stima che ogni anno vengano rimosse oltre 10mila tonnellate di amianto, con l’impegno di oltre 100 aziende operanti nelle attività di bonifica e più di 500 addetti nel settore. Inoltre, va sottolineato che, sempre nel territorio regionale, ogni anno vengono registrati altre 100 decessi per mesotelioma pleurico.
Per facilitare l’identificazione di siti o edifici sospetti da parte anche di singoli cittadini, è stato predisposto dal laboratorio di Igiene industriale centro regionale amianto un “Kit per l’asbesto” per il prelievo di materiali dubbi, che è disponibile a richiesta.
Ovviamente, il fatto che un progetto così rilevante a livello regionale sia stato affidato al laboratorio Igiene industriale della Auls di Viterbo rappresenta un importante attestato di stima da parte degli organi tecnici della Pisana.