

VITERBO – Caos e proteste ieri sera (10 dicembre) nell’ospedale Andosilla di Civita Castellana a causa di un ritardo di circa due ore e mezza nella distribuzione delle cene ai circa cinquanta ricoverati. Ritardo che ha fatto slittare la somministrazione delle terapie, ha mandato in tilt i turni di lavoro, ha costretto i familiari, almeno di quelli che risiedono nei dintorni, a portare da casa qualcosa da mangiare ai degenti. E non è a ancora tutto: quando finalmente, alle 20,30 circa, i pasti sono arrivati da Pomezia, sono stati in larga misura rispediti al mittente perché definiti ''immangiabili” dai malati.
La cena, in base alle tabelle alimentari prescritte ai ricoverati, avrebbe dovuta essere distribuita alle 18. Tra le 18,30 e le 19, i vari reparti dell’Andosilla iniziato a fibrillare. I malati suonano ai campanelli per chiedere conto del ritardo agli infermieri. Questi ultimi, con i medicinali pronti sui carrelli da somministrare rigorosamente “dopo i pasti”, chiedono chiarimenti alla direzione sanitaria. Inizia così uno scambio di telefonate con i viterici della Asl che, a loro volta, contatta l’azienda incaricata di fornire il cibo. Si parla di un errore nella preparazione; di riso arrivato al posto delle ministre o viceversa.
Intanto il tempo passa: diversi ricoverati avvertono con i telefonini i familiari che, dopo aver messo insieme in fretta e furia una cena, per così dire “ospedaliera” si recano in ospedale per consegnarla di familiari. Ma non tutti possono. Si arriva alle 20 e i pasti non arrivano. Cresce il malumore anche tra il personale, parte del quale, dopo la distribuzione dei medicinali finirebbe il servizio.
Trascorsa un’altra mezz’ora i contenitori con le cene iniziano ad essere distribuiti. Ma vengono in gran parte rifiutati dopo il primo assaggio. Secondo di ricoverati, per usare un eufemismo, sono immangiabili. E le proteste, anziché placarsi, aumentano. E coinvolgono anche il personale che definisce la situazione oltre il limite del sopportabile e non solo per il clamoroso ritardo dell’arrivo delle cene.
Il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli, informato dell’accaduta, va su tutte le furie. ''E’ inammissibile – dice – che accadano fatti del genere sulla pelle dei malati e del personale. La Asl e la Regione debbono intervenire immediatamente per risolvere i troppi problemi dell’Andosilla''.
Infine, il familiare di un ricoverato svela un episodio accaduto alcuni giorni fa. ''Alcuni degenti – racconta -, esasperati per la scarsa qualità del cibo, hanno chiamato i Nas, i quali sono intervenuti e hanno portato via alcuni campioni di cibo per analizzarli. Non conosciamo ancora l’esito degli accertamenti, ma è evidente che il problema dei pasti non è nuovo e non riguarda solo il ritardo di questa sera''.