ANNO 27 n° 263
Andrea Di Sorte (Anci): ''Dobbiamo salvaguardare
i nostri comuni''
Appello dell'assessore comunale di Bolsena a tutte le forze politiche
18/12/2012 - 11:06

VITERBO - “I piccoli comuni sono il motore e la forza del nostro territorio. Sono le piccole identità a manifestarsi nell’Italia più vera: quella che anche in tempo di crisi si lascia dietro le spalle i falsi idealismi e gli irragionevoli modelli”. È l'appello trasversale a tutte le forze politiche di Andrea Di Sorte. Una delle priorità nel marasma politico attuale, per l’assessore al Comune di Bolsena e componente dell'Ufficio di presidenza dell'Anci, è quella di ascoltare le esigenze delle comunità.

“Non si può avere la presunzione di voler agire sul territorio – spiega Andrea Di Sorte (Anci) - e fare campagna elettorale parlando dei Comuni come risorsa del paese se poi non si fa nulla per salvaguardarlo. Oppure dichiarare pubblicamente la volontà di investimento e di crescita se poi, irragionevolmente, alle parole non corrispondono i fatti. Quelli seri, reali a cui i cittadini da tanto tempo aspirano. Gli amministratori locali di qualsiasi ideologia politica, non sono più disposti ad accettare queste discrasie di chi sul territorio dice una cosa ed in Parlamento ne fa un'altra”.

Un appello, quello di Andrea Di Sorte, accorato affinché tutti i senatori, e nella fattispecie la senatrice Laura Allegrini unica rappresentante della provincia di Viterbo, possano tener conto in questa ultima settimana di attività legislativa le proposte avanzate da Anci. Lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha dato indicazione al Senato di prendere in giusta considerazione l’esposizione di Anci che si concretizza, sostanzialmente in due dinieghi: no ai tagli lineari e cancellare l’estensione, dal 2013, del Patto di stabilità ai piccoli Comuni.

“Si sta tagliando la carne viva, quella dei cittadini, correndo il rischio – afferma Andrea Di Sorte - di una paralisi completa dei comuni italiani. Con il patto di stabilità anche per noi piccoli comuni si mette a rischio la tenuta dei servizi essenziali e gli investimenti per la crescita”. Ogni provvedimento si sta configurando come un’iniezione letale, una lenta e inevitabile agonia, per i piccoli Comuni.

“Abbiamo ricevuto rassicurazioni dal Governo – conclude Di Sorte - sul fatto che l'Imu tornerà a essere un'imposta comunale: si ristabilirà, così, il principio di autonomia e semplificazione tanto chiesto dai sindaci. Ma è bene sottolineare un aspetto: questa misura non porterà un euro in più nelle casse dei Comuni ”.




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