ANNO 18 n° 325
Annata tutta da dimenticare: bassa produzione e prezzi saliti alle stelle
Un calo del 50% a causa del tempo inusuale, della mosca e della tignola
02/11/2014 - 11:37

di Roberto Pomi

VITERBO - Pessima annata per l’olio della Tuscia. La stagione in corso si sta rivelando piena d’insidie e brutte sorprese. Un calo di produzione stimato intorno al 50% e prezzi che, rispetto alla precedente annata, lievitano. Si parla di circa 10 euro al litro, a fronte dei 6 del 2013.

Tutta colpa dei parassiti che, complice il clima, hanno preso di mira gli oliveti del Viterbese. Venerdì il presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici ha partecipato alla nota trasmissione Rai Uno Mattina, dove ha illustrato la gravità della crisi del settore olivicolo. Ha puntato il dito essenzialmente sulle inusuali condizioni atmosferiche e sulla mosca olearia, che ha attecchito in molte località e messo a dura prova la produzione.

Le olive colpite dall’insetto rimangono più piccole e cadono a terra. Questo riduce tantissimo la quantità di raccolto. A penalizzare lo sviluppo del frutto ci hanno invece pensato le abbondanti piogge della scorsa primavera e un ulteriore insetto che infesta le piante: la tignola.

Tutti questi fattori combinati hanno tratteggiato un quadro deprimente. Un danno per i produttori, ma anche per l’occupazione. A rimanere a secco, o quasi, anche la manodopera stagionale. Danni economici naturalmente per i gestori dei molini, che si occupano della spremitura delle olive. Un’intera filiera che non sta vivendo un momento facile.

Alla fine delle catena finiranno per risentirne anche i consumatori, costretti sicuramente a pagare un prezzo cospicuamente più alto per ogni litro d’olio.

Quello olivicolo è un settore importante nella produzione agricola della Tuscia. Secondo i dati Coldiretti la superficie a oliveto nella provincia è di circa 14.500 ettari, pari al 7,3% dei terreni agricoli complessivi. I comuni in prima linea sono Viterbo, Vetralla, Tuscania, Canino, Blera, Montefiascone, Ischia di Castro e Soriano nel Cimino. Esistono anche dei marchi d’origine protetta come Dop Canino e Dop Tuscia, che riuniscono centinaia di aziende di piccole dimensione.

Un calo di produzione che rappresenta un grave danno economico anche per quelle realtà cooperative viterbesi che negli anni hanno saputo tessere una rete commerciale verso i paesi esteri, tipo la Cooperativa Olivicoltori Canino che arriva a vendere anche sui mercati asiatici il proprio oro verde.




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