

VITERBO - Ordinanza sugli alcoli approvato ordine del giorno presentato da da Frontini, Sberna e Minchella. Venti i voti a favore per l’atto di indirizzo favore (Pdl, Fratelli d'Italia, Fondazione, Cinque Stelle, Viterbo2020, Viva Viterbo, Sel e la maggioranza del Pd), 9 astenuti (tra cui il sindaco Michelini, i consiglieri di Oltre le Mura, Livio Treta e Christian Scorsi - Pd) ed uno contrario (Arduino Troili, Pd). Un documento che deve rappresentare una base di lavoro per arrivare ad una soluzione definitiva e condivisa in merito alla gestione della movida viterbese e che sarà portato al tavolo di concertazione che Michelini si è impegnato a riconvocare nel più breve tempo possibile con tutte le parti chiamate in causa.
L'ordine del giorno votato alla fine è stato riscritto insieme sintetizzando proposte, osservazioni e indicazioni derivanti da tutti i testi e dal dibattito svolto ieri in consiglio e precedentemente nel primo tavolo convocato il 3 luglio scorso, al quale hanno partecipato rappresentanze di tutte le forze politiche ed anche rappresentanti della società civile interessati al problema.
Sono state sottoscritti sei punti che riguardano l'adozione di iniziative volte ad arginare i comportamenti lesivi legati all'abuso di alcol attraverso progetti di informazione e prevenzione; l'aumento dei controlli e l'applicazione stringente delle sanzioni previste per chi somministri alcolici ai minori, e in particolare ai minori di 16 anni; la riapertura del tavolo di concertazione permanente fra le associazioni di rappresentanza degli esercenti, le associazioni giovanili e i residenti, per consentire di individuare proposte e soluzioni che, nel tempo, possano mettere d'accordo tutti contemperando le esigenze di una città viva e dinamica con quelle dei residenti del centro storico; la revisione del profilo temporale dell'ordinanza con lo spostamento del limite orario a partire dal quale far scattare le sanzioni; la possibilità di sospensione temporanea delle restrizioni in occasione delle principali festività e manifestazioni cittadine (vedi S. Rosa); la riconsiderazione della tolleranza delle pertinenze nel limite ragionevole degli spazi di ciascun esercente.