

Arriveranno da tutta Europa, dalla Spagna, dall’Inghilterra, dal Portogallo e perfino dall’Etiopia, dal Giappone e dagli Stati Uniti. L’appuntamento è dall’8 al 10 Aprile prossimi a Civitella Cesi di Blera, nel cuore dell’antica Etruria.
Ricercatori, studiosi, scienziati, appassionati di archeologia sperimentale per tre giorni si confronteranno sulle Antiche Metallurgie, questo il titolo del Convegno, giunto ormai alla sua terza edizione. Come fondevano, battevano, usavano il ferro ed altri minerali i nostri progenitori? E come è possibile che, in assenza di sofisticati mezzi di lavorazione, molti, tra essi, siano riusciti a creare utensili, armi e monili elaborati che destano ancora stupore e ammirazione? Quali segreti conoscevano gli Etruschi, i Celti, i Ciprioti, per raggiungere questi sorprendenti risultati? Il workshop comprenderà, oltre a incontri-dibattito, prove sperimentali eseguite dal vivo negli spazi aperti del Centro Antiquitates, uno dei pochi in Italia, in cui si conducono, da anni, ricerche e sperimentazioni avanzate. Grazie ad esse, anni fa, si sperimentò per la prima volta sul campo la tecnica di fusione con olio d’oliva probabilmente in uso a Cipro in epoca protostorica. In questo modo l’archeologia sperimentale consente di verificare sul campo intuizioni e studi fino a ieri condotti solo in astratto. I ricercatori cercheranno inoltre di raggiungere un protocollo d’intesa internazionale per definire un metodo sperimentale condiviso e accettato da tutti.
Al di là dell’accordo, auspicato da molti, è utile infine ricordare che questa quasi sconosciuta branca dell’archeologia offre, per la prima volta, ai contemporanei l’opportunità di avvicinarsi ad un mondo affascinante e gravido di scoperte che si dischiudono, una dopo l’altra, all’indagine instancabile degli archeologi sperimentali.