

VITERBO – Da oggi Arnaldo Sassi è in pensione. Il capo redattore del ‘’Il Messaggero’’ di Viterbo lascia il lavoro ma non si direbbe, almeno guardando l’entusiasmo che ha messo al servizio della sua redazione e dei suoi lettori fino all’ultimo giorno. Comunque un bel traguardo. Peraltro non da poco ai tempi delle riforme varate dal ticket Monti-Fornero.
La sua voglia e la sua capacità di stare sulla notizia, di stanarla, di scavarla, di spolparla e di piegarla alla legittima domanda di informazione hanno rappresentato la sua cifra professionale.
Un carriera prestigiosa, quella di Arnaldo Sassi, autore tra l’altro di servizi memorabili su questioni scottanti a livello nazionale.
Poi l’approdo a Viterbo, dove in una lunga epoca di repentini e continui cambiamenti ha mantenuto la barra dritta su tre punti cardinali: informazione, informazione, informazione. Nel bene e nel male. Sì, perché personaggi come lui sollecitano un giudizio mediatico ma non contemplano un giudizio mediano: piacciono o non piacciono.
Con Sassi alla guida del ‘’Il Messaggero’’, il giornalismo viterbese ha dovuto confrontarsi con le inchieste e gli approfondimenti ed è per questo, anche per questo, che almeno un paio di generazioni di addetti ai lavori del vasto panorama giornalistico provinciale gli devono qualcosa.
Come non ricordare, a questo proposito, il suo lavoro rivolto alla crescita e alla valorizzazione dei giovani. Alcuni di loro oggi sono tra le firme di punta di diverse testate.
Difficile ora immaginarselo ai giardinetti o in pantofole davanti alla tivvù. Baby pensionato sì, ma con una vivacità e una vitalità professionale invidiabili per chiunque faccia questo mestiere.
Auguri e grazie di tutto, Arnaldo. Anche delle scaramucce dirette o indirette, che ci hanno aperto al confronto e spinto a guardare sempre ‘’oltre’’.
Ma, ne siamo certi, Sassi non attaccherà la penna al chiodo. Un cavallo di razza non va mai davvero in pensione.
A presto su questi schermi!