

“Non ho altra scelta. Domani quando l’ufficiale giudiziario si presenterà per sfrattarmi, mi cospargerò di benzina e mi darò fuoco”. A parlare è il gestore del ristorante messicano in via della Palazzina Milagro Olè, Bartolomeo Arrabito, che oggi pomeriggio si è incatenato davanti al tribunale viterbese per protestare contro lo sfratto – deciso dal giudice Michele Romano - che proprio domani sarà esecutivo. I guai giudiziari del ristoratore erano cominciati quattro anni fa, quando era stato denunciato per abusivismo edilizio per via di alcuni lavori (una tettoia in particolare) effettuati nel ristorante. Anche in quell’occasione – era il 2007 – minacciò il suicidio. E oggi, a distanza di quattro anni, è ancora più disperato. “E’ stato il proprietario dell’immobile a portarmi in tribunale”, ha rivelato qualche istante fa Arrabito, accusato di non aver pagato alcune mensilità dell’affitto. Ma lui sostiene che non è affatto vero e si dice “vittima di una congiura”, perché anche “i giudici hanno commesso un errore”. L’uomo, intanto, è stato ricevuto dal pubblico ministero Paola Conti che ha cercato di dissuaderlo dal compiere gesti estremi. “Io voglio giustizia. Sono un uomo distrutto e, purtroppo, non mi rimane altro da fare”. Anche alcuni funzionari della Polizia, intervenuti sul posto, hanno parlato a lungo con Arrabito tentando di fargli cambiare idea. Ma non c’è stato verso. “Questa volta faccio sul serio: domani mi darò fuoco”.