

Sei arresti e altrettante perquisizioni in diversi uffici pubblici e privati eseguite nella provincia di Roma e Viterbo. Questi i risultati di una vasta operazione del Corpo forestale dello Stato, in corso fin dalle prime luci dell'alba, finalizzata alla salvaguardia del paesaggio e del patrimonio storico e culturale. Tra gli arrestati figurano un funzionario del Comune di Viterbo e un funzionario della Regione Lazio, accusati di corruzione e di rilascio di false autorizzazioni a vantaggio di due imprenditori di Celleno, Domenico Chiavarino, 56 anni e il figlio Dario di 31 anni, anch'essi arrestati per corruzione.
Gli arrestati nella capitale sono Giovannino Fatica della Soprintendenza di Roma, che negli ultimi anni si è occupato della Tuscia, Antonio Di Cioccio sempre della Soprintentenza e il funzionario della Regione Lazio Giuseppe De Paolis, 63 anni addetto all'ispettorato di polizia mineraria ed Energia. Per i funzionari l'accusa è di concussione. L'operazione ha coinvolto circa 80 forestali, provenienti dai nuclei inviestigativi provinciali di Polizia ambientale e forestale di Viterbo e e di Roma.
Dalle indagini, iniziate circa un anno fa e condotte con l'ausilio di numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, e di registrazioni filmate, e' emerso che Massimo Scapigliati funzionario del Comune di Viterbo faceva da tramite fra imprenditori, tecnici e pubblici ufficiali per il rilascio di false autorizzazioni in materia di cave e di vincoli paesaggistici. Sono state condotte anche indagini bancarie che hanno contribuito ad accertare i passaggi di denaro.
In particolare, risulta che per il rilascio di un'autorizzazione per la messa in sicurezza di una cava abbandonata, il funzionario viterbese abbia ricevuto 10.000 euro, che ha poi girato nelle mani del funzionario della Regione Lazio, con la promessa di ulteriori dazioni una volta avviata l'attivita' estrattiva nella cava.Per quanto riguarda invece gli episodi di concussione contestati ai due funzionari della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Roma, Rieti e Viterbo, ne sono stati accertati ben otto, per un importo variabile che arrivava a sfiorare i 20.000 euro per ogni singola pratica.
Gli episodi di corruzione avvenivano di norma nell'ufficio viterbese di M.S. e sono stati filmati grazie al posizionamento di microfoni e microcamere, da parte degli investigatori della Forestale, nell'ufficio stesso e nelle auto degli imprenditori. L'imponente documentazione sequestrata questa mattina, inerente l'attivita' trattata dai pubblici ufficiali negli ultimi tre anni, sara' al vaglio degli inquirenti nei prossimi giorni per proseguire le indagini e accertare eventuali nuovi episodi illeciti.