

di Alessandra Pinna
Chi è viterbese e chi conosce bene la devozione che i cittadini hanno per la loro piccola Santa, sa che il 3 settembre è un giorno particolare, vissuto tra l'interminabile attesa lungo il percorso della Macchina, l'arrivo dei Facchini nella chiesa di San Sisto e l'atteso "Sollevate e fermi". Una festa che ha antiche radici, una Macchina che nel tempo ha subito vari cambiamenti, una Macchina rinnovata, differente dalla prima della quale siamo a conoscenza, un semplice baldacchino ligneo risalente al 1690.
Una festa, per ricordare la traslazione del corpo di S. Rosa dalla Chiesa di S. Maria in Poggio al Santuario a lei dedicato, avvenuta il 4 settembre per volere del papa Alessandro IV, si volle ripetere quella processione trasportando un'immagine o una statua della Santa illuminata su un baldacchino, che assunse nei secoli dimensioni sempre più colossali. Il modello attuale è nuovo (dal 2009) e si chiama "Fiore del Cielo" .
La Macchina che farà emozionare i viterbesi il prossimo 3 settembre, nata dalle mani dell'architetto Arturo Vittori e dal co-ideatore Andreas Vogler. "Fiore del Cielo" è stata costruita della ditta G. Engineering di Udine.
In questi giorni è stato iniziato il montaggio del ponteggio che accoglierà la nuova Macchina di Santa Rosa, non resta altro che aspettare la sera del 3 settembre e i fatidici ordini del capofacchino "Sotto col ciuffo e fermi!", "Sollevate e fermi!" e quindi "Per Santa Rosa, avanti!"
Le immagini nella galleria fotografica sono state gentilmente concesse alla nostra redazione www.viterbooggi.it dal Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, dal fotografo Rodolfo Morbidelli e dalla ditta costruttrice G. Engineering nella persona di Loris Granziera