

VITERBO - Sono stati revocati tutti i provvedimenti cautelari, otto arresti domiciliari e otto obblighi di firma quotidiana davanti alla polizia giudiziaria, emessi nei confronti di sedici impiegati del settore decentrato all'Agricoltura della Regione Lazio a Viterbo, accusati di assenteismo.
A chiedere al Gip Franca Marinelli la revoca delle misure e' stato il Pm Paola Conti, titolare dell'inchiesta, in quanto sono venuti meno i rischi di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Ad avviso del Pm, i documenti acquisiti dopo il blitz della Squadra Mobile di Viterbo e i filmati che riprendono gli impiegati mentre saltano i tornelli per uscire dagli uffici subito dopo aver registrato la loro presenza, non corrono piu' rischi d'inquinamento. Inoltre, il fatto che il loro comportamento sia diventato di dominio pubblico dovrebbe scongiurare il rischio che commettano il medesimo reato.
La richiesta del Pm e' stata accolta dal Gip che, nei giorni scorsi, aveva rigettato tutte le istanze di revoca presentate dai difensori degli indagati. La decisione dei magistrati e' arrivata il giorno prima che il tribunale del riesame di Roma discutesse i ricorsi dei sedici impiegati regionale contro le custodie cautelari, la cui udienza era stata fissata per domani mattina (30 dicembre).
Le ordinanze erano state eseguite la mattina del 15 dicembre scorso, al termine di due anni d'indagini, scaturite da un esposto che segnalava il grave e perdurante fenomeno di assenteismo che si verificava negli uffici regionali, del quale erano protagonisti sedici dei circa cinquanta dipendenti.
Gli impiegati 'infedeli' restano indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato e falso.