

VITERBO - Assunti ma costretti a firmare contemporaneamente le dimissioni in bianco.
Solo nell’ultima settimana sono stati segnalati tre episodi, ma nel corso del 2009 i giovani lavoratori che hanno dovuto subire questa forma di ricatto dei datori del lavoratori sarebbero stati centinaia. E’ la denuncia lanciata dal segretario della Fisascat-Cisl di Viterbo Giorgio Petroselli.
“Si tratta di un’angheria insopportabile e iodosa -dice Petroselli - che avviene soprattutto nel settore del commercio. I giovani che rispondono alle offerte di lavoro vengono costretti a firmare una lettera di dimissioni senza data. Il datore di lavoro può apporre la data quando vuole e liberarsi del dipendente senza alcun problema”.
Secondo Petroselli, nell’ultima settimana, sono stati segnalati alla sua organizzazione tre casi. “Ma sappiamo che sono molti di più. Abbiamo calcolato che nel 2009 sono stati alcune centinaia”.
Ad avviso del sindacalista, i datori di lavoro usano questo sistema “come arma di ricatto, facendo lavorare i dipendenti anche 12 ore al giorno, senza corrispondere straordinari”. Infine, Petroselli chiede alla prefettura e alle organizzazioni di categoria di istituire un tavolo “per riscrivere le regole del settore e trovare il modo di stroncare una forma di sfruttamento gravissima e pericolosa”.