ANNO 27 n° 260
Atto aziendale: dalla conferenza dei sindaci arriva un "ni"

VITERBO - "Preso atto dell'apprezzabile lavoro svolto dalla direzione generale della Asl nel redigere l'atto di autonomia aziendale, si ribadisce la propria contrarietà al decreto 80 e si esprime parere unanime positivo sul documento presentato dai sindaci dei comuni afferenti l'ospedale di Acquapendente, chiedendo al commissario ad acta alla sanità, Renata Polverini, di rivedere quanto previsto per il territorio viterbese". E' quanto ha stabilito la conferenza dei sindaci, che si è riunita questa mattina a Viterbo, dopo circa quattro ore di discussione sui conenuti dell'atto aziendale che lunedì 28 febbraio il direttore generale della Asl Adolfo Pipino presenterà alla Regione Lazio.

"Abbiamo preso in considerazione la quasi totalità delle proposte avanzate dai sindaci in questi mesi - ha detto Pipino - e dopo un immane lavoro, per cui ringrazio vivamente la mia squadra, posso dire di essere arcicontento del risultato raggiunto. E' necessario ricordare che i direttori delle Asl si dovevano muovere in base a quanto stabilito dal decreto 80 e che le decisioni in merito ad eventuali chiusure e ridimensionamenti dipendono dalla Regione".

Da parte dei primi cittadini è arrivato un plauso per il lavoro svolto dai tecnici, ma forte è stata l'opposizione al decreto Polverini e la contrarietà ai tagli fatti nel territorio. Una critica verso le decisioni regionali arrivato non solo dai comuni di centro sinistra, ma anche dal centro destra: uno su tutti dal vicesindaco di Bolsena Paolo Equitani.

"Abbiamo l'obbligo di tutelare i nostri cittadini - ha detto Equitani - soprattutto nell'area dell'Alta Tuscia che da anni è abbandonata a se stessa. Questa provincia non può essere sempre fanalino di coda, ruota di scorta, dobbiamo reagire. Per quanto riguarda la nostra zona ci sarà un esodo verso Orvieto e noi obbligheremo le ambulanze gestite dalla Misericordia ad andare in Umbria".

A preoccuapre maggiormente, infatti, è la riconversione dell'ospedale di Acquapendente  in Centro Clinico Assistenza Distrettuale e l'isolamento sanitario a cui sarebbe costretta la parte alta della provincia viterbese. "Questo atto aziendale per me è insuffliciente - ha commentato il sindaco Alberto Bambini - mi aspettavo che almeno si potesse prendere in considerazione il fatto di trasformare il nostro nosocomio in un ospedale montano, come era stato previsto precedentemente. Stiamo creando un  grande disservizio per i nostri cittadini. L'unica cosa che spero è che se partiremo  il primo giugno con questa struttura sperimentale, sia fatto il massimo degli investimenti".

Il primo cittadino di Acquapendente, inoltre, ha presentato un documento firmato da altri 12 sindaci del comprensorio, in cui si propone un potenziamento per quanto previsto sulla struttura sanitaria, che è stato votato all'unanimità dalla conferenza.

 




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