ANNO 27 n° 276
Auto crivellata a colpi di pistola, gli investigatori: "Un regolamento di conti"

di Margot

“Un regolamento di conti”. Così i militari dell’Arma che indagano sul grave fatto di cronaca avvenuto nella notte fra domenica e lunedì a Soriano nel Cimino, quando un’auto di grossa cilindrata è stata letteralmente crivellata con almeno una decina di colpi d’arma da fuoco.

“L’episodio è avvenuto intorno alla mezzanotte nella zona del cimitero vecchio”, ha spiegato il maresciallo Paolo Lonero, comandante della stazione del paese cimino. “Siamo intervenuti immediatamente dopo aver ricevuto la segnalazione”. Giunti sul posto, gli investigatori hanno quindi avviato tutti gli accertamenti del caso, compresi i rilievi scientifici. “I proiettili, una decina, sono stati esplosi da una pistola ed erano conficcati sia nella carrozzeria che nella tappezzeria dell’auto”.

Adesso, mentre la potente Bmw è stata sottoposta a sequestro, i carabinieri continuano a sentire i residenti della zona per raccogliere testimonianze e indizi utili a far luce sull’accaduto. Stando alle prime indiscrezioni, comunque, gli investigatori non nutrono alcun dubbio sul fatto che il gesto sia riconducibile a vecchi rancori. A qualche conto lasciato in sospeso dal proprietario dell’auto. O dai proprietari perché, in realtà, è ancora da chiarire chi sia il vero destinatario dell’avvertimento. “L’auto è in uso a due fratelli”, hanno spiegato fonti anonime ma ufficiali. Si tratta di due personaggi piuttosto conosciuti e alle forze dell’ordine e ai sorianesi. Entrambi – vicini alla quarantina – sono usciti da nemmeno un annetto dal penitenziario viterbese dopo aver scontato diverse condanne. Spaccio di droga, rapine, estorsione, sfruttamento della prostituzione e traffico di armi alcuni dei procedimenti giudiziari a loro carico che, come appena accennato, hanno scontato con diversi anni di detenzione. Troppo vasto, dunque, il giro di “amicizie” poco raccomandabili che hanno i due fratelli per chiudere in fretta il cerchio dei sospetti e dare un nome agli autori della sparatoria.

Le indagini, comunque, vanno avanti a tamburo battente e gli uomini del maresciallo Lonero confermano: “Stiamo indagando a 360 gradi”. La caccia all’uomo è scattata.




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