ANNO 27 n° 265
Avanti un passo! (Foto)
Riflessioni di Elda Martinelli. Con simpatia...
13/03/2013 - 04:00

di Elda Martinelli

 

VITERBO - Avanti un passo! Riflessioni di Elda Martinelli, a voce alta e con “simpatia”…

E allora facciamolo tutti, un passo avanti! Ma se voi non lo avete ancora fatto, io vi consiglio di cuore di farlo, verso Caprarola: Teatro Scuderie Farnese, a gran richiesta fino al 24 marzo. Troverete la sempre grande e brava compagnia di “Quelli del martedì”: e non lo dico perché amici miei, ma perché lo meritano. Sulla tradizione teatrale caprolatta si potrebbe andare indietro di anni e anni e anni: con poche mistificazioni e molti fatti. Anzi moltissimi allestimenti! E quasi tutti con testi originali (…qualcuno che adatta, contamina e addirittura scrive testi originali: “incredibile visu!”) per lo più in dialetto (musicale, comprensibile ed esilarante, quello di Caprarola!) con prolificità irrefrenabile.

La prima volta che vidi un loro lavoro fu nel 1989 (e già galoppavano da una decina d’anni e più sul territorio…) al concorso di Teatro Amatoriale “Teatro d’Aprile”, che organizzavo in collaborazione con alcuni registi romani e che si svolgeva fra Teatro San Leonardo, Cinema Teatro Trieste e Comunale dell’Unione. Quando Viterbo aveva e usava tre spazi deputati contemporaneamente. Bei tempi! Vinsero il primo premio con un testo originale di Ottavio Sabatucci “Come si gnente fusse”, delicatissimo tema: quello di un bigotto gruppo di comari (tutti uomini in scena!) che tra un rosario e una processione (reale, con tanto di banda comunale in sala e sul palco!!!) combina un aborto clandestino per una spaventata giovinetta rimasta incinta… “come si gnente fusse!”. C’era ancora una sola storica compagnia teatrale a Caprarola, allora: la “Peppino Liuzzi” che ha mantenuto il nome nel gruppo teatrale guidato oggi da Romolo Passini, mentre se ne è formato un altro guidato da Ottavio Sabatucci; e infine questo dal bizzarro nome “Quelli del martedì”, appunto, nato da un primo moto cabarettistico di Luigi Moneta e Franco Borgna (più o meno “in fieri” già quando con loro due, il veterano Pietro Tordi , Carlo Ettorre, Mauro de Leuse e Michele Palazzetti portammo un indimenticabile “Pseudolo” a Ferento: estate 1985, al tempo in cui ancora Ferento macinava cultura e pubblico!).

Eh, già… ne offre di attività teatrali & non solo la piccola e fervida Caprarola!! Tutti indistintamente ancora amici, anche se divisi artisticamente per sfumature apparentemente non percepibili… tutti miei amici, ancora dopo trent’anni. Ma non è per questo che vi invito caldamente a cercare un posto per le ultime serate del bellissimo spettacolo “Avanti un passo!” , appunto: ma perché questo ultimo lavoro che ho visto qualche settimana fa (presentato da “Quelli del martedì”, che nel frattempo, oltre che vedersi il martedì sera per creare serate di cabaret, hanno dato vita negli ultimi dieci anni a una nutrita e validissima compagnia teatrale che offre ogni anno un nuovo spettacolo, ogni volta originale e interessante, sempre a tema e sempre rigorosamente in dialetto… con la capacità di far pensare a cose piuttosto importanti tra una risata e l’altra!) beh, questo spettacolo, secondo me, non si può perdere, se amate il teatro. Proprio così.

Tema: il brigantaggio a Caprarola, alla fine dell’800 e la situazione sociale del nostro territorio dopo la battaglia di Mentana. Non fate quella faccia! Vedere per credere: e per ridere, tanto… ma proprio tanto: grazie a una trama semplice ma avvincente, perfetta nel coordinare i diversi livelli di racconto che tornano, alla fine, in tutti i loro dettagli, seminati sapientemente lungo tutta la narrazione teatrale e letteraria. Rivelando una professionalità invidiabile! Una sceneggiatura perfetta. Senza mancare, sagacemente, di allusioni a fatti d’oggi con politici in fuga insieme alle loro amanti e/o a codardi personaggi che si buttano opportunisticamente verso il potere: o almeno laddove la remissione non v’è… Qualunquisti che non mancano neanche oggi: mentre c’è chi invita, invece, con forza e principio, a prendere una posizione. A non aspettare che tutto si risolva da sé. A non piangersi addosso. A far una volta per tutte un passo avanti!

Comincio quindi a ringraziare gli autori: Alessandro Morganti e Angelo Pecorelli (nonché ottimi attori…) che hanno fatto una ricerca storica accuratissima confidandomi, a fine spettacolo, di aver dovuto attingere, attraverso Google, a testi riguardanti il nostro Risorgimento, oggi introvabili e divenuti proprietà dell’università americana (…povera Italia nostra, oggi più di ieri!). Torniamo al testo, stupendo: le pur credibili avventure di personaggi di fantasia che riportano il pubblico nello spirito garibaldino e/o papalino si uniscono agli intriganti riferimenti, tutti documentati, a fatti e personaggi realmente esistiti e transitati a Caprarola, a.D. 1867. Compreso il misterioso personaggio interpretato da un brillante e convincente quanto intellettuale Angelo Borgna, con francesissima “cravate” e erre pure francesissima! Non dirò altro per non rovinare quella piccola suspance che arricchisce il testo e si svela sul finale. E se avrete il dubbio di aver capito male chi fosse cotal francese… beh, sfogliate i deliziosi depliants distribuiti al pubblico, a fine spettacolo, stampati in perfetto stile, a cura de “les feuillettons du mardì”. Altrettanto curata la locandina: e vi ho già detto quanto mi delizi l’incontrare amore, cura e gusto in questi dettagli, che danno professionalità all’amatoriale (perché c’è l’amore: ma questo è argomento da me già trattato in tante altre chiacchierate sul teatro dilettante, il quale per me è tale in quanto trasmette in primo luogo il “diletto”, che è piacere e divertimento; oltre all’impegno, di chi lo offre…).

La regia, (curata con gli autori da Franco Borgna, in scena come un garibaldino sordo e zoppo… dai tempi comici unici!!) ha fatto il resto: entusiasmante per me, l’aspetto “olfattivo”, essendo stato sapientemente utilizzato il piccolo proscenio creato dal fondo della cavea, proprio davanti il palco, su un livello poco più basso. Là, tra cippi, frasche e profumate foglie di quercia, tutte le scene di bosco e di esterno dove si muovevano i briganti (oggetti e costumi veramente belli!) puntando armi e grida sul pubblico, scrutando in un bosco che era ancor più credibile per l’odor di muschio lasciato nell’aria… Sul palco la locanda, nella quale si svolge l’azione. Tra i tanti attori, tanti e tutti bravissimi, ricordo ancora soltanto i due padroni, della locanda: la sempre brava Stefania Marcelli e l’insuperabile deus ex machina, trascinatore di sorrisi e risate a profusione, Luigi Moneta (noto ai più come “Gigi Tolle”) atteso in scena senza mai deludere l’attesa, senza mai strafare. Un mattatore, come sempre: spalla di Franco Borgna da trent’anni e sapientemente ricambiato dal compagno: chi li conosce sa bene cosa dico… chi ancora non li conosce corra a Caprarola!

Insomma, un’ora e mezza che vola via… e che ti fa dire, fra gli applausi scroscianti del pubblico “…già finito?!” Già finito. Alla prossima, dunque. Intanto… applausi! E come dice Gigi, salutando ogni volta il pubblico, “…se v’è piaciuto, dicitilo ‘n giro: senno’ ….sssshhh!!!” A me è piaciuto proprio tanto: e ve l’ho detto, così.

 




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