

VITERBO – Nonostante il momento difficile che stanno attraversando le banche, tacciate di “aver chiuso i rubinetti” proprio quando famiglie e imprese hanno bisogno di credito, la Banca di Viterbo si dissocia e mette sul piatto il bilancio dell’anno 2011.
In una conferenza che si è svolta ieri, 24 maggio, sono stati illustrati tutti i risultati positivi raggiunti dal Credito cooperativo. Innanzitutto sono stati messi sul piatto trenta milioni di nuovo credito e il bilancio si è chiuso con un utile che supera i tre milioni di euro.
I soci della Banca di Viterbo, poi, arrivati alla cifra di 2.235, sono aumentati del 142 per cento, così come i dipendenti che, nel giro di una decina d’anni, sono passati da 53 a 93. I numeri, dunque, dimostrano come nel 2011 la Banca di Viterbo abbia fatto in fondo e soprattutto bene il suo lavoro, sia in termini di qualità che in termini di quantità.
Certo è che la crisi c’è e si sente e che la situazione ha avuto riflessi anche sull’economia locale, ma quest’ultima ha potuto comunque contare sull’azione e sul sostegno della Banca non solo sul piano economico, ma anche su quello sociale. Questo in piena sintonia con la filosofia aziendale di gestire in modo sano, prudente, efficiente ed equilibrato le risorse finanziarie disponibili a tutto vantaggio del territorio.
Particolare attenzione è stata rivolta ai giovani e la scuola ma anche piccoli e medi imprenditori perché, come ricordato durante la conferenza stampa, la Banca è nata come cassa rurale e poi dell’artigianato.
E i vertici di via Polidori assicurano che anche per il 2012 le prospettive non mancano perché i criteri guida della Banca di Viterbo restano sempre gli stessi.