ANNO 27 n° 266
Bancomat manomessi, scoperto il trucco
Indagine dei carabinieri in corso per scoprire i malviventi
20/08/2011 - 10:38

Ancora una volta uno sportello bancomat di Tarquinia è stato manomesso da ignoti per prelevare denaro ai danni di ignari utenti. Dopo le finte tastiere, le telecamere nascoste e apparecchi per clonare le carte agli sportelli bancomat, questa volta i carabinieri hanno trovato e sequestrato un finto sportello apposto sulla feritoia per l’erogazione del denaro.

Il modus operandi era molto semplice ed infatti negli ultimi tre giorni, prima che i tecnici del locale istituto di credito potessero scoprire l’arcano, ben tre clienti erano stati raggirati sempre dallo stesso sportello bancomat. Appena la banca cessava l’apertura al pubblico, infatti, i malviventi incollavano sopra la feritoia per l’erogazione del denaro una piastra metallica, delle stesse dimensioni ma di diverso materiale, che impediva al cliente che effettuava l’operazione di prelevare il denaro, che rimaneva imprigionato subito dietro il finto sportello messo sull’originale, mandando tra l’altro fuori servizio l’intero impianto.

Il cliente, pensando così ad un malfunzionamento della macchina, dopo aver ritirato la ricevuta di operazione conclusa, si allontava dallo sportello bancomat, pensando di recuperare il proprio denaro l’indomani all’apertura della banca. In realtà una volta allontanatosi, entrava in azione il malvivente, che prelevava le banconote relative all’ultima operazione.

Questa volta però un turista straniero, invece di attendere la riapertura della banca, si è recato presso la vicina stazione dei carabinieri, che hanno rilevato l’anomalia allo sportello ed avvisato la direzione dell’istituto di credito.

Scoperto il trucco e non il guasto, gli stessi carabinieri, in abiti civili, hanno poi invano atteso appostati fino a notte inoltrata i malviventi, ma questi, probabilmente presenti al momento del primo intervento, non si sono piu’ presentati.

Gli investigatori hanno così proceduto alla rimozione e al sequestro del marchingegno, dal quale sono state prelevate impronte utili per risalire ai malviventi, nonché il denaro relativo all’ultimo prelievo che è stato prontamente restituito al proprietario.

 




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