

Riceviamo e pubblichiamo
Quanto accaduto ieri, in occasione dell’apertura del bando Inail relativo agli incentivi per la sicurezza sul lavoro riservato alle imprese, è inaccettabile nel senso della equità che una competizione pubblica dovrebbe, per definizione, assicurare.
Un cospicuo stanziamento di sessanta milioni di euro, che per il Lazio prevedeva sette milioni, si è esaurito in una frazione di tempo impercettibile.
In pochi minuti, infatti, i più fortunati - ovvero le aziende che probabilmente hanno un collegamento telematico più veloce – hanno ottenuto il via libera per accedere ai contributi previsti. A numerose imprese, al contrario, è stata preclusa aprioristicamente la possibilità di prendere parte alla competizione stessa.
Alcune organizzazioni di categoria, tra le quali anche Federlazio, stanno prendendo provvedimenti di serio contrasto a questa palese parzialità di selezione.
Non può essere contemplata una modalità discriminante che impedisce di essere valutati per il proprio merito e per la qualità di progetti che attengono, nello specifico, al miglioramento di un aspetto essenziale quale la sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è concepibile che la sola celerità di un “click” possa divenire requisito unico per l’ottenimento di un sussidio pubblico, quindi di un diritto esteso a tutti.
Simonetta Badini