ANNO 27 n° 261
Beppino Englaro a Caffeina
Sarà un giovedì pieno di emozioni. La cittadella della cultura che Caffeina ha messo in essere nel cuore medioevale di Viterbo ospiterà domani, giovedì 8 luglio, nomi da “caffè espresso”. Nel febbraio dello scorso anno l’Italia si divise sulla tragedia di una ragazza di nome Eluana e della sua famiglia. Una frattura drammatica, tra laici e cattolici, che ha coinvolto la politica, la fede, le coscienze. Il padre di quella ragazza, Beppino Englaro, vero protagonista di quei drammatici giorni e di quella lunga battaglia, ha deciso di raccontare quella tragedia personale e collettiva, e di ripercorrere quella “non-vita” durata diciassette anni, in un libro: ‘La vita senza limiti. La morte di Eluana in uno stato di diritto’, scritto insieme ad Adriana Pannitteri e dedicato “ai Grandi della magistratura italiana, non servi di alcun potere”.

Caffeina ha deciso di invitarlo alle 22,00 in Piazza Cappella per parlarne tutti insieme. Per presentare quelle pagine di sofferenza e di riflessione, in cui echeggiano però le parole del liberalismo classico. Un libro che vuole essere anche un insegnamento per il futuro, perché – scrive Beppino – “Nessuna famiglia dovrà patire quello che abbiamo subito: le invettive, le ingiurie, le accuse in nome di una presunta carità cristiana”. E soprattutto perché “Non esiste una autorità alla quale sia riconosciuto il potere di tener in vita un altro all’infinito”.

A Caffeina arriva anche Andrea De Carlo. E lo fa per spiegarci “come nasce un romanzo”. Il poliedrico scrittore milanese (una laurea in Storia contemporanea e poi fotografo insieme a Oliviero Toscani, musicista, autore di colonne sonore, disegnatore e anche regista), autore di ‘Due di du’, ‘Uccelli da gabbia e da voliera’, ‘Mare delle verità’, ‘Durante’, sarà alle 21,30 nel cortile di San Carluccio. Racconterà di sé e del suo lavoro, illuminerà i meccanismi che stanno alla base della genesi di un romanzo, indicherà il percorso che porta alla creazione letteraria. Insomma, un grande protagonista della narrativa italiana che ci conduce in viaggio verso le radici del processo narrativo. “Ogni volta – racconta De Carlo – le storie si sviluppano man mano, da sole, in modo sorprendente. C’è sempre l’elemento non aspettato, che poi è il più bello. Le storie sono lì, e tu che le scrivi sei il tramite per raccontarle”.

A piazza del Fosso terrà spettacolo un matatore locale: Antonello Ricci. Fino a oggi tutti i suoi interventi all’interno di Caffeina hanno fatto registrare il pienone. Intellettuale viterbese molto amato Ricci porterà in scena ‘Vittoria! Malinconica e avventurosa vita di Pietro Rossi garibaldino’, racconto teatrale di e con lo stesso Ricci, Alfonso Prota e La Banda del Racconto. Appuntamento alle 21,30.

Il serata di Caffeina apre alle 19 con ‘Contromano’ di Giovanni Lupi a Palazzo degli Alessandri e ‘Bianco e nero viterbese’ (proiezione di foto d’epoca) alla Libreria del Teatro a opera di Franco Bonucci. Alle 22 nel cortile de La Zaffera ‘Quello che le mamme non dicono’ interessante scritto di Chiara Santamaria sulle difficoltà per le ragazze di passare dal “Pampero ai Pampers”. Alle 23 la Libreria del Teatro ospita Fabio Stassi con ‘E’ finito il nostro carnevale’, storia d’amore e ribellione con un intreccio narrativo curioso e appassionante.

Nello spazio del cortile San Pellegrino, per Caffeina Opere Prime, ‘The Father. Il pradrino dei padrini’ di Vito Bruschini, ore 23.



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