ANNO 18 n° 325
''Bisogna tutelare il Consorzio Biblioteche''
Visita a sorpresa dell'assessore della Regione Lidia Ravera
24/10/2015 - 11:37

VITERBO – Visita a sorpresa al Consorzio Biblioteche per l’assessore regionale alla Cultura Lidia Ravera. E’ arrivata in città per la presentazione del Fablab all’Icult di Valle Faul ma prima ha deciso di passare per viale Trento.

 

Prima volta nella biblioteca viterbese di cui aveva tanto sentito parlare. Entra nelle varie stanze, l’attraversa, si guarda intorno. ''Splendore'', è la parola di sintesi che le sentiamo pronunciare. Ad accoglierla c’è il commissario del Consorzio Paolo Pelliccia, il demiurgo di questo mondo di colori e idee tirato fuori dal ventre polveroso e triste di quello che era una volta quel posto.

 

Il Consorzio Biblioteche è una di quelle realtà che sembra avere preso bene il ritmo di questi nuovi tempi. Tempi di crisi, di tagli. Per l’assessore Ravera questo è un posto che non può chiudere, che va salvato. ''Una biblioteca piena di vivacità, vitalità, passione'', così l’ha definita. ''E’ diversa rispetto alle altre, non mi è capitato spesso di venire in un posto così'', il suo commento.

 

Eppure le biblioteche viterbesi sono sotto schiaffo. La riforma Delrio, che ha ridisegnato le Province, ha di fatto venire meno i 500mila euro che ogni anno versava Palazzo Gentili. Per Pelliccia e la sua squadra è diventato difficile far quadrare i conti. Ma non impossibile. Stanno reggendo e rilanciano. Tra una ventina di giorni apre una sezione nuova dedicata alle arti dello spettacolo. I nuovi tesserati crescono di mese in mese, a ottobre sono state staccate altre 50 tessere.

 

E la Regione è chiamata a giocare un ruolo importante per il futuro di tutto questo. In realtà anche alla Pisana hanno a cuore le biblioteche viterbesi, più che altro perché sono colpiti dai racconti che circolano sul luogo. ''Sono contento di questa visita a sorpresa dell’assessore Ravera – ha dichiarato Pelliccia -. Non c’è da aggiungere altro. Questo posto è un’eccellenza e in Regione lo hanno capito''.




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