

BOLERO del Drago Rosso e altre storie
di Caterina Genta e Marco Schiavoni
danza: Caterina Genta
arpa cinese, bottiglie, corde: Marco Schiavoni
videoproiezioni: Studio ZOBIT
bolle di sapone: Camilla Rosselli
produzione: Genta Rosselli e Studio Zobit
distribuzione: Vera Stasi e Accademia della Tuscia
lo spettacolo ha debuttato a Roma, Teatro Greco ed è stato presentato anche nel Festival Fontanonestate (Gianicolo).
Molteplici personaggi, musica dal vivo, videoproiezioni, uso grafico del corpo, linguaggio visivo e musicale. Ricerca di autenticità espressiva attraverso l'uso dell'improvvisazione. Scrittura automatica del movimento. Dialogo tra performer e materiali registrati.
All'interno di una struttura data i due autori-interpreti scelgono un comune denominatore: l'uso del corpo come segno grafico e drammaturgico, l'estemporaneità della scrittura.
Le dee e Dio incastonati in un'antica seduttrice cinese, in un animale femmina marino, in una geisha, in una dark lady tecnologica e nei suoni di bottiglie e corde.
Strumenti inusuali quali il Gu-Jang (arpa cinese) o le bottiglie, ma anche la chitarra elettrica e la melodica suonati dal vivo con l'ausilio di pattern elettronici generati da un computer.
In quattro capitoli, un'unica figura che si trasforma.
primo capitolo : Bolero del drago rosso
C'è un regno del cuore fatto di tutte le cose che abbiamo imparato o vissuto, che non bisogna invadere ma lasciare intatto (Mitsukata ishii)
Corpo trasparente, per guardare e guardarsi attraverso, lasciarsi attraversare. Danza provocatoria e glaciale, erotica e intimista.
Chiarissime leggere gocce, rosso ghiaccio, calde lacrime di vetro.
Guqin, Chiamato nell'antichità "Qin" o "YaoQin", si può far risalire a più di tremila anni fa. Ha una cassa di risonanza piatta e lunga, una testa quadrata e una coda ovale. La tonalità del Guqin è chiara, incantevole e variata. Il Guqin era considerato uno strumento di eleganza e graziosità e non solo i letterati ma anche gli imperatori amavano suonarlo. Il Guqin ha una ricca capacità espressiva, e può descrivere sentimenti di vario tipo e incantevoli paesaggi naturali.
Il Gu-Jang, versione moderna dell'antico Guqin, è uno strumento a corde che viene suonato tradizionalmente con plettri applicati alle dita della mano destra. Mentre la destra pizzica le corde la sinistra può effettuare, tramite pressione, dei glissati o dei vibrati sulla corda suonata in quel momento.
Per il Bolero del drago rosso il Gu-Jang è usato nella accordatura originale, la scala pentatonica di Do e vengono sviluppate tecniche alternative per ottenere altre sonorità. L'uso dell'arco, la percussione con matite, lo sfregamento con oggetti metallici.
Lo strumento viene suonato cercando trasparenze e armonia con il corpo-anima
della danzatrice - goccia di vetro.
secondo capitolo: Samurai del Mare
Un frammento dal film-performance omonimo. Nell'ambito del percorso iniziato dall'incontro con alcuni danzatori buto, una nuova occasione di ricerca è nata durante un viaggio in Grecia, nel Peloponneso. La spiaggia di Koroni è il luogo da cui la camera riprende e fotografa i sassi nel mare che diventano corpi che respirano, si integrano con la natura. Luce naturale. Samurai del Mare è un film digitale di novanta minuti, con dodici capitoli diversi. Qui viene presentato un frammento del dodicesimo capitolo: Samurai.
terzo capitolo : Bottiglie
Tredici bottiglie, un kimono, un digital delay e bolle di sapone virtuali nello spazio.
quarto capitolo : b&w
Una dark lady tecnologica (parrucca platino, occhiali scuri, tacchi altissimi) che si staglia tridimensionale sullo sfondo ( uno schermo sul quale vengono proiettate immagini astratte in movimento) e a tratti interagisce con l'universo bidimensionale del video. Una performance danzata in bianco e nero. Il titolo offre già una chiave di lettura simbolica, connotando la ricerca di essenzialità espressiva pur nella complessità scenica dischiusa dall'uso dei media tecnologici. Un corpo che a tratti si mimetizza, giocando con le sequenze tipografiche-cinetiche del video ma anche con l'elemento scenico di una sedia girevole, ulteriore occasione cinetica, ironica citazione di sedie partner delle donne fatali platinate del cabaret tedesco.