

BOLSENA - Le Associazioni di categoria AGCI AGR.IT.AL. e LEGA Pesca rappresentano la totalità delle cooperative di pesca operanti sul lago di Bolsena. Da diversi anni la categoria, secondo queste associazioni, si trova a scontrarsi con una normativa regionale ormai inadeguata che non tutela la figura del pescatore professionale nei confronti di una pluralità di soggetti che operano alla stregua dei pescatori di professione pur ricavando redditi anche da altre fonti, non ultimo il trattamento pensionistico. Il risultato è un progressivo impoverimento degli stock ittici, in particolare per quello che riguarda il coregone ed una sovrabbondanza di prodotto sul mercato che ne mortifica pesantemente le quotazioni. La Provincia di Viterbo, ente istituzionalmente preposto al rilascio delle licenze di pesca di tipo “A”, secondo le stesse associazioni continua a fare orecchie da mercante sulle continue richieste di intervenire politicamente presso la Regione in tal senso e, soprattutto, di sollecitare gli enti preposti ad un rigoroso controllo dei requisiti necessari per l’ottenimento delle licenze. “La situazione è grave - dichiara Claudio Costa, responsabile regionale di Lega Pesca - in questo momento nel lago di Bolsena, senza voler entrare nel merito di chi ha titolo e chi no, opera un numero eccessivo di pescatori, il che rischia di minare pesantemente la consistenza degli stock ittici nel lago. Addirittura nel corso della commissione consultiva per la pesca di ieri (15 luglio ndr), dopo aver discusso dell’ennesimo provvedimento di pertinenza della pesca sportiva, l’assessore ed il dirigente dell’Ufficio pesca hanno concluso la seduta senza neanche ascoltare le richieste delle Associazioni di inserire, tra le varie ed eventuali, una discussione in tal senso". "E’ stato imbarazzante ed umiliante, sotto il profilo professionale e personale- dichiara Massimiliano Sardone di AGCI AGRITAL, presente in commissione- prendere atto in maniera così evidente del completo disinteresse non solo a risolvere, ma anche ad affrontare una problematica che per i pescatori professionali rappresenta una questione di vita o di morte. I pescatori presenti alla riunione, ed io stesso, siamo rimasti allibiti quando ci siamo accorti che la riunione era finita senza che neanche il presidente l’avesse dichiarata chiusa. Va da sé che attendiamo con ansia di comprendere i motivi di un tale comportamento oltre che, ancora con più ansia, di sapere quando la Provincia avrà intenzione di confrontarsi sui nostri problemi".