

VITERBO - Buona la seconda. Evento riuscitissimo, seppur per pochi e intimi, quello dello scorso sabato al Culture Club Underground di Viterbo.
Dopo l’ottimo avvio, sul palco i Giorni Anomali ed il loro album battesimo “Va tutto bene”, il serbatoio artistico di via della Palazzina ha dato voce alla scrittrice Federica Marchetti, che ha presentato l’ennesima fatica (eufemismo) letteraria “Lady Madonna”, volume edito da “Il Foglio” di 260 pagine.
L’eclettica Marchetti ha deliziato i presenti con divertenti siparietti sul suo volume, affidandosi alla professionalità ed alla chiacchiera anziché alla lettura vera e propria. I fan della Ciccone hanno così potuto togliersi ogni curiosità sulla pop star più amata del mondo negli ultimi trent’anni. Si è passati dalla sue capacità imprenditoriali alla vita privata, dal rapporto di odio e amore col fratello ed e ex collaboratore al “meglio bionda o mora”.
“La mia è una piacevole ossessione – ha confessato la Marchetti – da 28 anni colleziono ritagli di giornale, album, video, cassette, registrazioni, biglietti, tazze da colazione, ciondoli, ed ogni altro materiale possibile. Con un mese ho chiuso il libro tanto era l’entusiasmo, peccato solo che per trovare il taglio adatto ci ho impiegato due anni”. Già, perché “Lady Madonna” non è una biografia (come poi recita la copertina), non è una cronistoria o un almanacco del gossip. Bensì un dizionario, suddiviso in 100 voci, ben classificate dalla A alla Z. E quindi ognuno può tirarne fuori ciò che vuole, per dirla alla Capossela “si potrebbe vendere anche all’etto”.
Il Culture Club riapre i battenti il prossimo venerdì 14 dicembre, stavolta l’aperitivo con prodotti tipici (lo staff ringrazia il forno De Alexandris di San Martino per la collaborazione e la sponsorizzazione amichevole), toccherà alla band Taberna Vinaria. Il gruppo irish folk di Bolsena, che vanta ormai proseliti anche fuori i confini laziali, proporrà in chiave acustica l’album “Il ponte del diavolo”, ambiziosa opera condita di strumenti particolarissimi quali il bouzouki o la cornamusa, dalle contaminazioni punk/rock.