ANNO 27 n° 268
Caffeina, gli appuntamenti di mercoledì 15 luglio

A Caffeina “Lotta di classe”, ormani sera alle 21.30 nel cortile di Palazzo San Carluccio, Ascanio Celestini parlerà del suo libro “Lotta di classe”

 “Le storie che narro, esistono prima e prescindono dal mezzo, che userò poi per raccontarle”, scrive Ascanio Celestini che domani sera alle 21.30 sarà a Viterbo ospite di Caffeina, per presentare il suo ultimo libro “Lotta di classe”.


Un romanzo che chiude una parte importante del suo lavoro sul tema delle condizioni precarie di molti lavoratori italiani e in particolare degli operatori di call center che in questi anni hanno condotto un'importante battaglia nella più grande azienda del settore in Italia e che Curzio Malaparte su “Repubblica” ha definito “un romanzo popolare nel significato più nobile.

Tanti anni fa Pasolini annunciò una mutazione antropologica che stava per abbattersi sul Paese, a cominciare dalle periferie della capitale. Celestini ci racconta com' è avvenuta, quali macerie ha lasciato”
E’ un libro crudo, a tratti ironico e pungente, un libro vivo, in cui Celestini racconta quella mutazione e i segni che ha lasciato nella società contemporanea.

Ma la “Lotta di classe” del libro non è una lotta politica: è una lotta ambientata nel cuore delle periferie romane; è lo stato sociale delle classi meno abbienti, tanto che afferma “il problema che pongo non è politico, ma sociale. I personaggi delle mie storie hanno sì per controparte le aziende ma anche i partiti, sia di sinistra che di destra, dato che la diversità tra sinistra e destra non è reale,oggi, e contro i sindacati cha fanno una rappresentanza più da business che altro”.


E Celestini racconta, dunque, stralci di vita quotidiana, pensieri, parole, gesti, ricordi, l’illusione e la rassegnazione di 4 persone che hanno tutte lavorato in un call center, che vivono in un condominio della periferia romana, prigionieri ai margini di storie di disperata quotidianità, una quotidianità fatta di poche centinaia di euro al mese, una quotidianità proibitiva, in cui si lotta per sopravvivere, al lavoro, nei luoghi pubblici, nella scuola e anche nel proprio palazzo. Un libro che fa riflettere sull’amara condizione di un paese che promette lavoro a tutti, il nostro paese.


La “nave impazzita” di Piero Gaffuri: un viaggio di libertà

Il mare è libertà, è una distesa mobile e vitale che si stende immensa e senza confini. E per questo il mare è il tema che Piero Gaffuri, narratore e poeta padovano, ha sempre voluto mettere al centro delle sue opere, dai libri “Apnea”, “Il corsaro” e “Il sorriso del vento”, allo spettacolo teatrale “Il mare racconta”. Adesso, è la volta delle poesie. È nato così “Una nave impazzita”, raccolta di liriche dedicate al mare che l’autore presenterà a Caffeina mercoledì alle 21.30 in Piazza San Pellegrino.

Si tratta di un omaggio al mondo d’acqua, al viaggio, alla ricerca di sé. Un omaggio, insomma, allo spirito con cui Ulisse “visse” il mare, nel costante rifiuto de quotidiano, del banale, dell’omologato. Un inno alla  fuga dal proprio guscio, al tentativo di tornare verso il paradiso apparentemente perduto, quell’isola incantata nascosta dentro di noi.

E la consapevolezza che il viaggio senza bussole, su una “nave impazzita”, potrà essere rischioso, e forse senza approdo, non bastano ad arginare il desiderio di superare l’orizzonte: «So cosa significa,/ ma lasciatemi andare,/ libero, ancora» scrive Gaffuri. 

 




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