

VITERBO - E' iniziato alle 14.10 il processo d'appello al Calcioscommesse nell'aula dell'ex Ostello della Gioventù del Foro Italico dinanzi alla Corte di Giustizia federale. Il primo ricorso che affronterà l'organo presieduto da Gerardo Mastrandrea sarà quello del Grosseto, estromesso dalla Serie B dalla Disciplinare per l'inibizione di cinque anni del suo presidente Piero Camilli.
L'avvocato Grassani ha chiesto il proscioglimento di Piero Camilli, accusato dal suo ex ds Andrea Iaconi di aver fatto da mandante della combine di Ancona-Grosseto: 'Quelle dichiarazioni di Iaconi - ha dichiarato -, l'unico che parla di Camilli per via diretta e non de relato, non sono autoaccusatorie in quanto nella prima deposizione in procura federale si diceva all'oscuro di tutto, poi dopo la condanna a 4 anni in primo grado della Disciplinare, Iaconi diventa il collaborante, l'unico soggetto che accusa il Grosseto''.
''Camilli risponde di responsabilità diretta per un illecito di partita per un pareggio di cui non c'entra nulla - ha aggiunto Grassani -. Grosseto aveva avuto 8 partite in danno a questo signore, su 24 punti totalizza 3 per colpa di questo manipolo di infedeli. E improvvisamente alla trentesima di campionato, diventano tutti agnellini e chiedono autorizzazione al presidente? Questa è la classica partita secondo il sistema-Carobbio, questa è l'unica con gli stessi protagonisti ma un copione completamente diverso. È credibile? Questo presidente è negli atti, ha denunciato nel 2009 il comportamento anomalo dei suoi giocatori, ma purtroppo è stato tutto archiviato'.
Nel pomeriggio sarà discusso anche il caso del tecnico della Juventus, Antonio Conte, squalificato 10 mesi in primo grado.