ANNO 27 n° 263
Camilli choc: ''Lascio il Grosseto e il calcio''
Dopo la retrocessione il Comandante saluta il mondo del calcio. Sfuma la Viterbese?
17/04/2013 - 16:52

VITERBO – Il Grosseto è andato giù, ma non è una buona notizia per la Viterbese. Perché chi sperava (sognava) che dopo la retrocessione il Comandante potesse lasciare la Maremma e trasferirsi nella Tuscia, deve rinunciare a questa pazza idea: “Lascio il Grosseto e lascio il calcio”, ha detto poco fa l’imprenditore di Grotte di Castro. Tie’, beccatevi questa.

La sconfitta di ieri sera a Brescia (3-1) è stato l’ultimo atto di una stagione tribolatissima per il Grifone, prima retrocesso d’ufficio in estate per il calcioscommesse, poi penalizzato di sei punti e “salvato”, ma continuamente tartassato dagli arbitri per tutto il campionato. Tanto che sabato scorso, nel derby con l’Empoli, erano stati gli stessi tifosi biancorossi a sottolinerarlo con un striscione: “Non servivano gli arbitri, si retrocedeva benissimo da soli”. Ovvìa.

Di qui, la decisione di Camilli di lasciare la società, che lui stesso aveva preso all’inizio degli anni duemila dalla serie D e l’aveva trascinata ad un passo dalla promozione in A. ''La decisione è presa. Io lascio il calcio, non solo il Grosseto. Non pensiate che io lo faccia per andare da qualche altra parte. Basta, ho chiuso. Quest'anno ci hanno ammazzato. Se non avessi avuto la penalizzazione e non avessi vissuto l'estate che mi hanno fatto vivere minimo avrei fatto i playoff. Posso dirlo con certezza’’. Un’amarezza fortissima che però non esime il Comandante da un ultimo gesto di signorilità: “Se la situazione resterà questa – ha spiegato Camilli - il Grosseto non verrà iscritto alla Lega Pro e ripartirà dalla D. Che sia chiaro: la società non fallirà e vanterà comunque i crediti e dovrà saldare quei pochissimi debiti fisiologici che ci sono al termine di una stagione. Insomma la società è sana e io la regalo’’. Massima disponibilità ed apertura ad altre soluzioni, insomma, ma anche lo sforzo encomiabile di non far fallire il club, come invece avrebbero fatto altri al suo posto (è successo anche alla Viterbese).

Chi lo conosce bene sa che il sindaco di Grotte di Castro è uomo di parola. Anzi, che fa della coerenza e dell’impegno personale un punto d’onore imprescindibile. Dunque appare veramente difficile che possa tornare sui suoi passi e rientrare nel calcio, magari approdando proprio a Viterbo. Già aveva escluso, qualche settimana fa, di dare una mano all’attuale As Viterbese, troppo indebitata da poter salvare. Sembrava più plausibile un piano B, al quale stavano lavorando alcuni dei suoi uomini di fiducia: e cioè trasferire in città un titolo di serie D (quello della Flaminia, per esempio) o di Eccellenza (qualora la Castrense guidata da suo figlio Vincenzo riuscisse a centrare la promozione). Ma alla luce di queste ultime dichiarazioni sembra tutto sfumato, a meno che il Comandante non ci regali, di qui a qualche mese, un ennesimo colpo di scena, che pure fa parte del personaggio. Camilli, con la sua Ilco – società leader nella macellazione ovina – resta sponsor di riferimento della Stella Azzurra. Ma qui parliamo di basket, che è un’altra cosa, e un altro sport.




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