

Se i “pizzicotti” vuoi mangiare a Canino devi andare. Domani, 8 dicembre, si chiude a Canino, la 50° edizione della Sagra dell’olivo e per l’occasione sarà possibile assaggiare i classici biscotti di Natale caninesi.
Tra le terme laziali e quelle toscane, immerso nella zona della maremma e a pochi passi da mare e montagna, Canino è il luogo ideale per assaporare l’inizio del Natale. La cinquantesima sagra dell’olivo è dedicata alla tradizione. Sarà infatti presente un esperto assaggiatore di olio dal naso e palato finissimi: riscaldando tra le mani i bicchierini, contenenti olio, è in grado di captare distintamente profumi volatili e caratteristiche sensoriali; ossigenando l'olio in bocca riesce ad interpretare le sensazioni (dolce, amaro, piccante) differenze organolettiche per poi associarle alle diverse varietà diffuse sul territorio. Una scienza esatta, più che sensazioni soggettive: la degustazione si avvale infatti di regole precise, affidate metodo di valutazione voluto dall'Unione Europea.
Nelle “caverne” aperte per l’occasione è possibile degustare i piatti tipici locali e non solo perché a regnare nella 50° sagra ad esso dedicata ci sarà la bruschetta più grande del mondo, lunga 20 metri e cosparsa di oltre 15 litri d’olio. È curioso in questi “buchi neri” che caratterizzano il paese e vedere le pareti scavate con il piccone, usato ancora fino a poco tempo, dallo “scavatore” che veniva chiamato come fosse un consulente ad allargare le cantine delle case.
Nel programma dei tre giorni dedicati all’olio caninese è prevista la visita al castello di Castellardo, il forte che nel Medioevo controllava la strada che permetteva di raggiungere Roma evitando le paludi dell’Aurelia e al Museo di San Francesco. In via eccezionale ci sarà il Corteo storico dei comuni del Ducato di Castro con la partecipazione della banda di Canino e il Corteo Storico “da Napoleone a Garibaldi” con la partecipazione dell’ass. Napoleonica Italiana e della sez. Napoleonica Romana e i Garibaldini della sezione a.r.t.a. di Roma con armi d’epoca.
Poi naturalmente vicino a noi c’è sempre l’affascinante necropoli etrusca di Vulci con il bellissimo parco e la vecchia città. Lungo un percorso che fonde natura ed archeologia industriale, si trovano l'ex mattatoio comunale, di inconfondibile architettura del ventennio fascista, ancora in buone condizioni e un mulino del 1860. Proseguendo incontriamo il monumento di archeologia industriale più pregiato di Canino e di tutto il Lazio: la Ferriera. Subito dopo c'è una deliziosa cascata di alcuni metri che tutt'intorno ha levigato la roccia basaltica.
Scheda:
Dove: la manifestazione è organizzata nel centro storico di Canino
Costo: non ci sono costi d’entrata
Quando: aperto dalle 10 fino alle 23 dal 3 all’8 dicembre
Info: 3408505381