

Di Taryn Massaro
«Per la mia generazione il rock è stato ed è uno stile di vita... un modo di essere contro il conformismo, i riti corrotti, il falso romanticismo vuoto ed ipocritica, e la guerra».
Lo spirito di contestazione è vivo fin da subito nella vita musicale di Enrico Capuano, che già a dodici anni gestiva la trasmissione radio 'Folk in lotta', in cui affrontava in diretta dibattiti sul significato della musica popolare. Dopo anni di esperienze militanti in musica, comincia a considerare la tematica del rock abbinandolo alla tradizione popolare italiana. Questo impegno conosce la sua espressione più completa con 'Tammurriata Rock', il suo terzo album (in cui il titolo vuole essere un ringraziamento alla sua band, compagna di sacrifici), dove la commistione di rock e folk è definitiva.
A riconoscimento di questa rivoluzione folk-rock, è arrivata anche la partecipazione all'evento del 1° Maggio che lo scorso anno ha visto Capuano dividersi tra il palco di Roma e quello di Viterbo, città a cui non è nuovo e che lo vedrà di nuovo protagonista sabato 21 gennaio presso l'Officina Belushi.
Ad essere incaricati di scaldare il pubblico della serata i Taberna Vinaria, che fonderanno le suggestive note di cornamuse, bouzouki e flauti all'energia rock di batteria, basso e chitarra elettrica. Le atmosfere celtiche e medievali ricreate da questi musicisti rendono perfettamente il loro intento di voler rievocare il mondo antico. Un intento che li ha portati attraverso trasmissioni televisive e tour olandesi ad approdare nel 2010 all’uscita del loro primo album, 'In Taberna'.
Un viaggio attraverso sonorità passate, più o meno recenti, da non perdere.