

VITERBO - “Non mi ha sorpreso più di tanto l’azione intrapresa da Telecom Italia inerente alla volontà di attivare un percorso procedurale finalizzato al licenziamento di un cospicuo numero di dipendenti, di fatto la situazione d’allarme che lanciai lo scorso anno purtroppo ha trovato fondamento nel recente documento in cui l’azienda esprime la volontà di licenziare 3700 lavoratori”. Questo il primo commento a caldo di Paolo Caravello segretario provinciale UGL per il comparto delle telecomunicazioni.
”Telecom Italia è un’azienda con un bilancio in attivo, alla luce di ciò riteniamo ingiustificata l’ipotesi di un impoverimento in termini occupazionali tanto più che il settore delle telecomunicazioni risulta strategico per tutto il sistema Italia. Per tale motivo il 9 luglio è stato effettuato un primo sciopero di otto ore lavorative, quest’organizzazione sindacale sta lavorando assiduamente al fine di evitare quello che si prospetta come un ennesimo scempio in cui il caro prezzo da pagare ancora una volta ricade inevitabilmente sulle spalle di centinaia di padri di famiglia".
"In tal senso riteniamo positivo l’incontro che si è svolto il 14 luglio a Roma tra i vertici aziendali, il ministro Sacconi ed i sindacati tra cui una delegazione UGL rappresentata dal segretario nazionale di categoria Stefano Conti e dal segretario confederale Cristina Ricci, riunione che di fatto ha determinato la sospensione immediata dei 3700 licenziamenti".
"Per quanto riguarda la provincia di Viterbo - continua Caravello - metteremo in campo tutte le azioni necessarie al fine di scongiurare un’ulteriore riduzione di posti di lavoro nel nostro territorio, quanto prima insieme al Segretario dell’Unione di Viterbo De Cesare, chiederemo un incontro con l’assessore al lavoro in Regione Mariella Zezza".
"Non vorremmo - termina Caravello - che anche a Viterbo per far valere i propri diritti i lavoratori fossero costretti a pernottare sul traliccio della Telecom”.