

ROMA - Lo scandalo sessuale che ha coinvolto l'ex Presidente della Regione Lazio potrebbe non essere un caso isolato. Secondo gli inquirenti, infatti, le probabilità che altre persone abbiano subito ricatti da parte dei carabinieri arrestati è molto alta.
Decisivo nell'inchiesa è il ruolo svolto da Natalie, il tansessuale filmato in compagnia di Marrazzo, a cui i magistrati hanno concesso il permesso di soggiorno a fini di giustizia. Secondo Natalie i carabinieri arrestati erano soliti far visita nelle abitazioni di diversi trans e rubare soldi e oggetti di valore.
Dalla ricostruzione fornita da Natalie risulterebbe che i militari coinvolti, quando sono entrati nell'appartamento di via Gradoli, abbiano sottratto a Marrazzo 3 mila euro, ma questo non coincide con quanto affermato dall'ex Governatore del Lazio, che invece parla di 2 mila euro. Altre divergenze sui fatti emergono comparando le dichiarazioni di Natalie e dell'esponente politico: Marrazzo sostiene che l'irruzione dei carabinieri sia avvenuta a luglio e alle prime ore del giorno, mentre Natalie parla di giugno e di ore pomeridiane.
Per gli inquirenti, perciò, si fa sempre più delicato lo sviluppo delle indagini: in una rete di omissis, mezze verità, filmati e ricatti far luce sulla dinamica dei fatti non sembra esser cosa facile.