ANNO 27 n° 266
Castanicoltura - "La Regione dichiari lo stato di calamità"

CANEPINA  - “A quasi due mesi dalla richiesta dello stato di calamità per la castanicoltura avanzato da tutti i Comuni dei Cimini, dalla Regione Lazio ancora non abbiamo avuto risposta”.

Maurizio Palozzi, sindaco di Canepina, torna a sollecitare la Pisana, dopo che quest’anno, a causa delle piogge primaverili, il 90 per cento del prodotto viterbese di castagne è andato perduto. “Si tratta di un fenomeno – ricorda Palozzi – che a memoria d’uomo non si era mai verificato. Noi abbiamo seguito tutte le procedure previste dal decreto legislativo 102 del 2004: nella richiesta per un errore materiale era indicata un’altra legge, ma abbiamo subito corretto il tiro.

Questo per dire che non abbiamo tralasciato niente”. “Va detto – continua il sindaco di Canepina – che sia l’assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli sia il presidente della commissione Agricoltura Francesco Battistoni in questi mesi sono stati vicini ai castanicoltori, facendosi vedere spesso sul territorio, nei convegni, nelle tavole rotonde. Ora però dalle parole e dalle promesse si deve passare ai fatti, e sono sicuro che Birindelli e Battistoni faranno la loro parte.

Come dice la legge la Regione deve dichiarare lo stato di calamità entro 60 giorni dalla richiesta: il tempo sta per scadere e non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Sappiamo che poi lo Stato deve mettere i soldi, ma il primo passo lo deve fare la Regione, compresi i consiglieri di minoranza. Speriamo di non arrivare ad iniziative drastiche per far conoscere i nostri problemi”.

“Tutto ciò – conclude Palozzi – nell’interesse dei castanicoltori, soprattutto di quelli che hanno piccole proprietà e che hanno avuto una significativa decurtazione del reddito. Con gli introiti derivanti dalle castagne potevano affrontare meglio la crisi economica”.




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