ANNO 27 n° 269
Centro Studi Tuscia:
28/01/2009 - 16:06

 

VITERBO – È di qualche giorno fa la rassicurazione da parte del Ministero delle Infrastrutture che il il terzo scalo aeroportuale del Lazio sarà realizzato a Viterbo presso il T. Fabbri.

Da più parti si sono sollevate delle obiezioni sull’ubicazione dello scalo e fra i sostenitori di una diversa locazione c’è il Centro Studi Tuscia per lo sviluppo di un aeroporto compatibile che ha come finalità di verificare, tramite studi e ricerche scientifiche, la compatibilità ambientale, la sicurezza del volo ed il rispetto della logistica del territorio del nuovo aeroporto con il comprensorio dell’Alta Tuscia.

 

Come sostenuto dal coordinatore Bruno Barra, il Centro Studi non si dichiara contrario alla realizzazione dell’aeroporto nella nostra provincia ma sottolinea le difficoltà logistiche e di impatto ambientale che ci sarebbero se lo scalo fosse realizzato al Fabbri. Secondo il Centro Studi, infatti, in questo modo si costruirebbe un aeroporto a ridosso di una serie di insediamenti incompatibili con esso, basti pensare ad esempio all’area termale, innalzando il rischio che intervangano enti esterni che potrebbero bloccare il proseguimento del progetto.

 

Ciò che viene maggiormente contestato sono le dimensioni che l’aeroporto dovrebbe assumere: si parla, infatti, di un aeroporto comunitario con un traffico di più di 10 milioni di passeggeri l’anno che, per il Centro Studi, Viterbo non sarebbe in grado di gestire, anche da un punto di vista dei collegamenti.

 

Attraverso un’analisi multicriterio che tiene conto dell’impatto ambientale, delle infrastrutture, dell’inquinamneto, della vicinanza alla popolazione e della sicurezza del volo, la miglior ubicazione per lo scalo aeroportuale della Tuscia sarebbe la fascia litoranea fra Tarquinia e Montalto, con un aeroporto che, però, dovrebbe essere comunque di dimensioni minori rispetto a quelle proposte finora.

 

Il no al Fabbri è dovuto anche all’incompatibilità che ci sarebbe con l’Aves: un possibile spostamento dell’aeroporto militare costerebbe fra i 300 e 400 milioni di  euro e la perdita di un indotto per la città.

 

Il Centro Studi, perciò, si dichiara favorevole allo scalo aeroportuale ma esso dovrà essere compatibile con il territorio e perché questo avvenga la sua ubicazione non può essere alle porte di Viterbo.

 




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