

“Ufficializzare al Governo, alla Regione Lazio ed alla Conferenza Stato Regioni la richiesta di convocazione di un tavolo cui fare partecipi le parti sociali e gli enti locali, al fine di formalizzare e decidere, come previsto dalla legge, il riconoscimento dello stato di crisi del distretto industriale di Civita Castellana e al fine di favorire l’accesso ai finanziamenti agevolati per le imprese ed il prepensionamento dei ceramisti più anziani, nonché per poter usufruire di tutti gli aiuti previsti dalle norme vigenti”.
E’ questo quanto deliberato oggi dal consiglio provinciale, in seduta straordinaria a Civita Castellana, che ha approvato all’unanimità il documento da inviare al presidente del consiglio, al ministro dello Sviluppo Economico, al presidente della Conferenza Stato Regione e al presidente della Regione Lazio, contenente la richiesta di riconoscimento dello stato di crisi per il distretto ceramico.
E, mentre soddisfazione è stata espressa dal presidente della Provincia Meroi e dall’assessore al Lavoro e Formazione Paolo Bianchini, il sindaco di Civita Castellana Angelelli ha ufficializzato lo svolgersi di una grande manifestazione per ottenere quanto prima il riconoscimento dello stato di crisi.
“Questa – ha detto – è una battaglia di diritto e solidarietà, che non ha colore politico e che interessa tutti”. Per questo, in autunno, “probabilmente ad ottobre, tutti i sindaci del distretto ceramico e i sindacati di categoria scenderanno in piazza”.
A questa affermazione, il sindaco di Corchiano, Bengasi Battisti, ha aggiunto: “Sarà una grande manifestazione che coinvolgerà anche gli studenti e la gente comune: faremo vedere e sentire tutti i volti della crisi”.
Il consigliere regionale Pdl Francesco Battistoni, dal canto suoha garantito che si farà portavoce alla Pisana delle istanze del territorio.
I numeri della crisi - Dal 2001 al oggi, 35 aziende, tutte le settore stoviglieria, hanno chiuso i battenti e 1800 posti di lavoro sono andati in fumo. Negli ultimi 2 anni, 5 aziende sono fallite, 430 lavoratori sono stati messi in mobilità e 640 sono stati licenziati senza usufruire degli ammortizzatori sociali. Sono i dati della crisi che attaglia il distretto industriale ceramico di Civita Castellana, il più grande del Lazio.
La stato di sofferenza, che in un primo momento aveva colpito la stoviglieria, soprattutto a causa della concorrenza cinese, si e' progressivamente esteso anche ai sanitari. Attualmente, su 2575 addetti, 650 sono in cassa integrazione guadagni ordinaria, 315 in straordinaria e 339 in deroga. Altri 220 lavoratori sono sotto contratto di solidarietà.
La crisi, tuttavia, non ha colpito tutte le aziende con uguale virulenza. Quelle che ha perseguito l'innovazione dei prodotti e dei processi di lavorazione, infatti, continuano ad ottenere grosse commesse dall'estero proprio perché i loro prodotti non sono ''imitabili''.
Nel distretto industriale ceramico sono coinvolti 7 comuni della Tuscia, Civita Castellana, Nepi, Castel Sant'Elia, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria e Gallese, e uno della provincia di Roma, Sant'Oreste.