ANNO 27 n° 270
Cesa ''benedice'' Santucci e Brachetti
L'Udc riparte dopo la frattura con Gigli, il segretario nazionale: ''Mi dispiace ma farà ciò che vuole''
12/02/2013 - 04:00

VITERBO – (roc) Diciamo la verità: se non fosse stato il segretario nazionale in persona ad averlo evocato, nessuno ieri sera sembrava sentirsi ‘’orfano’’ di Nando Gigli.

E sì che l’occasione era ghiotta: si inaugurava la nuova sede dell’Udc in via Garbini, si presentavano ufficialmente tutti i candidati per le elezioni regionali e politiche del 24 e 25 febbraio, era presente il commissario regionale del partito Antonio Saccone e soprattutto, come detto, era in programma l’intervento di Lorenzo Cesa.

Ed è stato proprio il segretario nazionale, dopo la carrellata degli interventi dei candidati, ad esordire con un ‘’mi dispiace che qui non ci sia qualche amico storico, che comunque rimane e rimarrà un amico’’.

Questione di garbo probabilmente, anche perché Cesa, sollecitato da Arnaldo Sassi (altro servizio su viterbopost.it) che chiedeva al segretario se Gigli non lo considerasse fuori dall’Udc perché, si dice, stia facendo un endorsement per la lista di Zingaretti, rispondeva con quella durezza di cui sono capaci i moderati: ‘’Se così fosse mi dispiace ma non mi interessa’’ – diceva seccato. E ancora, altrettanto seccamente: ‘’Come segretario nei confronti dell’amico Gigli mi sento a posto con la coscienza. Dopodiché ognuno è libero di fare ciò che vuole’’.

Probabilmente la sala non ne sentiva il bisogno, ma, una volta evocato dal segretario nazionale, è stato interessante sentire anche cosa ne pensasse Gianmaria Santucci.

Dispiace anche a lei non vedere stasera qualche amico, magari per lei un po’ meno storico?

‘’Certo. Sottoscrivo parola per parola quanto detto dal segretario Cesa’’.

Inutile insistere, anche perché Santucci, forte della ‘’benedizione’’ di Roma, non aveva forse interesse né voglia di tornare su un argomento che è costato una frattura interna e che ieri sera lo ha visto ufficialmente vincitore.

A lui, infatti, si sono riferiti tutti, dirigenti e candidati provinciali, regionali e nazionali. Il messaggio è arrivato forte e chiaro: con il gruppo Santucci l’Udc inizia l’era post Gigli. Punto.

Ma lui, Santucci, che si sente probabilmente più regista piuttosto che apparire attore protagonista, ha lasciato che gli onori di casa li facesse Regino Brachetti e che fossero i candidati ad avere la più ampia visibilità: Carlo Graziani, Gino Stella, Letizia Carletti, Andrea Occhione, Francesco Bigiotti, Aldo Forte.

Tutti hanno preso la parola, ribadendo che le candidature sono connotate dal radicamento sul territorio. Per Bigiotti, è stato fatto notare, si tratta della settima campagna elettorale negli ultimi dodici anni e sempre con lo stesso partito, l’Udc. Forse un piccolo record, visti i tempi.

Ma è stato Carlo Graziani ad essere ripetutamente citato come uomo di punta per avere una rappresentanza nella Regione Lazio.

Facebook Twitter Rss