ANNO 27 n° 266
Cev, ex dipendenti senza cassaintegrazione
“Non riceviamo l'assegno da due mesi; vogliamo risposte e una ricollocazione”
07/07/2012 - 04:00

di Eva Kant

VITERBO – Non è la prima volta che gli ex dipendenti del Cev - la partecipata comunale delegata al verde pubblico, illuminazione e servizi cimiteriali - rimangono a bocca asciutta. Esattamente due estati fa, erano stati circa tre mesi senza ricevere la cassa integrazione. E, a quanto pare, adesso ci risiamo. “Siamo indietro di due mensilità”.

A denunciare la situazione è la signora Chiara Verga, ex impiegata della società partecipata del Comune e in cassa integrazione dal marzo del 2009. Mamma di due bambini piccoli alle prese con spese e bollette da saldare ogni mese. “Ho un figlio di quattro anni ed uno di due; l’affitto da pagare e tutte le varie spese che ogni famiglia deve affrontare ogni mese. Come facciamo ad andare avanti senza il sostentamento necessario?”. Già, come si fa? Insieme alla signora Verga, ci sono altri tre ex dipendenti che si trovano nella stessa situazione, alcuni dei quali hanno mutui a carico da estinguere. Ci sono, poi, due impiegati più “fortunati” (si fa per dire) che lavorano una settimana ogni mese. “Loro possono contare sulla retribuzione delle ore svolte”.

In questi due mesi, comunque, la signora Verga e i suoi colleghi non sono restati con le mani in mano e, anzi, hanno chiesto lumi all’indirizzo degli uffici competenti. Quelli di Palazzo dei Priori, in primis. “Non siamo mai stati convocati”, ha detto. “Nessuno ha mai dimostrato sensibilità nei nostri confronti, nemmeno per farci sapere quale sarà il nostro futuro. Si sono semplicemente limitati a riferirci che l’Inps non eroga gli ammortizzatori sociali perché la Regione non ha ancora fatto la delibera”. Il timore della donna, così come quello dei suoi colleghi, è che “la situazione vada avanti per mesi, come accaduto già in passato”.

Ma i guai con il Cev non finiscono qui. “Ho fatto causa al Comune perché rivoglio il mio posto di lavoro”. La Verga, in particolare, nello scorso mese di gennaio aveva tentato la strada della conciliazione con l’amministrazione. Ma “il Comune me l’ha negata”. Tra le motivazioni del procedimento intentato ci sarebbe anche il mobbing. “Quando sono tornata al lavoro, dopo la maternità, non ho trovato nemmeno la mia scrivania. Inoltre – ha aggiunto la Verga – sono stata messa in cassa integrazione durante l’allattamento. Successivamente, quando il settore per cui lavoravo è stato accorpato alla Francigena (altra partecipata comunale cui è affidata la gestione dei trasporti, ndr) per me non c’era più posto”. E la Verga non ci sta. “Vogliamo risposte dal Comune ed una ricollocazione”, ha concluso.

 




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