

VITERBO - Il 14 novembre in tutti i Paesi d’Europa è stata indetta una manifestazione dalla Confederazione Europea dei Sindacati (Ces) per il “Lavoro e solidarietà, no all’austerità”. In Italia sono state proclamate 4 ore di sciopero generale con manifestazioni in molte città Italiane. A Viterbo si terrà una manifestazione con presidio a Piazza del Comune dalle ore 10 alle ore 12 con testimonianze di lavoratori, rappresentazione della crisi di tutti i settori colpiti.
“E’ una iniziativa per chiedere un cambiamento di rotta, rispetto alle decisioni prese fino ad ora di una politica che ha portato alla recessione l’intera popolazione europea che non ce la fa più a sostenere questa condizione” ha commentato Miranda Perinelli, segretario generale della Cgil Viterbo.
“Chiediamo che si avvii subito una politica industriale che guardi all’occupazione e che sia orientata verso l’economia verde, al risparmio energetico, all’innovazione, cioè una politica che rispetti l’ambiente, che può creare nuovi posti di lavoro – ha affermato Perinelli -. Perché solo con più lavoro si potrà uscire da una situazione recessiva e dare un’opportunità alle giovani generazioni”.
“Da tempo in Italia si stanno consumando scelte politiche rovinose, con il precedente Governo e con l’attuale, conosciamo bene l’entità del costo di una crisi che stanno pagando maggiormente, le classi sociali più svantaggiate; lavoratori, pensionati, giovani, precari – ha aggiunto -. Solo nel 2012 si sono persi 700 mila posti di lavoro, la disoccupazione è salita al 10,%, 4 miliardi di ore di cassa integrazione, le pensioni perdono potere d’acquisto, i consumi non girano, aumenta la recessione”.
“Se il governo italiano, che con la spending review e la legge di stabilità ha procurato tagli alla sanità di 7.400 posti letto, lo scioglimento delle province, tagli all’istruzione tagli per il welfare, non provvederà nell’immediato a fare scelte per una politica industriale che guardi all’occupazione, al sostegno all’economia reale, non ce la potremo fare e non si salverà neanche il “progetto” Europa” ha concluso Perinelli.