

Alessandro Chindemi è l'arbitro emergente, da poco promosso alla Cai. Per chi mastica poco di arbitraggio, la Cai è una categoria intermedia tra i campionati regionali e la serie D. Il primo step a livello nazionale. Ci si misura in gare di eccellenza e promozione, ma in altre regioni.
Fisico longilineo e buona capacità di parola, Chindemi non si sottrae alla domande dopo la notizia del suo passaggio di categoria: 'Sono davvero felice, ringrazio la sezione di Viterbo e tutti i colleghi che mi hanno chiamato per complimentarsi con me. Sono momenti che non dimenticherò mai.'
La sua storia arbitrale inizia nel febbraio 2001, quando fa il suo esordio in assoluto a Marta. Poi il setaccio nelle categorie inferiori fino al definitivo salto di qualità nelle ultime due stagioni, quando esplode e mostra a tutti le sue qualità. Adesso Alessandro è pronto per la nuova avventura: 'Ma io resto sempre lo stesso; l'impegno da parte mia ci sarà sempre, sia per la sezione, che ringrazio per essermi stata vicino, sia per i colleghi più giovani che sono coloro che devono imparare tanto. L'arbitraggio è una scuola di vita; insegna dei valori fondamentali come l'amicizia, la solidarietà di gruppo, il rispetto delle regole, valori che poi possono e devono essere trasportati nella vita di tutti i giorni. Il mio obiettivo è cercare di far bene, seguendo questi insegnamenti'.
La vicinanza delle istituzioni ha colpito anche Alessandro: 'Fa piacere sentire le istituzioni del calcio vicine in questi momenti. Vuol dire che si è instaurato un bel rapporto di stima reciproca tra le varie componenti del mondo sportivo'.
La conclusione è affidata alla dedica, sentita e profonda: 'Alla mia famiglia che non mi ha mai abbandonato, che mi ha sostenuto, ma soprattutto a mio padre il mio primo tifoso, che da 11 anni mi segue e che dall'inizio ha condiviso con me questa passione'.