ANNO 27 n° 263
''Chiudere la scuola di Sassacci sarebbe un crimine'' (foto)
Il sindaco di Civita Castellana e i genitori in protesta sotto il Provveditorato
03/05/2012 - 10:19

VITERBO- (f.l.) Si sono dati appuntamento questa mattina sotto la sede del Provveditorato di Viterbo genitori, nonni, maestre e semplici cittadini per protestare contro lo smembramento di una classe III elementare della scuola Anna Maria Ercolini che si trova a Civita Castellana, in località Sassacci. In prima linea anche il sindaco Gianluca Angelelli e il segretario provinciale della Cisl Mario Petrella.

La classe in questione, una III, conta oggi 12 alunni. Troppo pochi per andare in IV il prossimo anno, dovrebbero essere almeno 15. E allora, senza tener conto del disagio didattico e del trauma di uno smembramento di bambini che hanno trascorso 3 anni scolastici insieme, l’idea sarebbe quella di trasferirli in due classi diverse, in due gruppi da sei, nel plesso della scuola Don Bosco, che si trova a 3 km di distanza dalla Ercolini.

Questo trasferimento, poi, comporterebbe un’automatica riduzione del numero di studenti di Sassacci a meno di 50 bambini e conseguentemente la chiusura della scuola per legge. Ed è proprio quest’ultimo punto a indignare i cittadini decisi a lottare fino alla fine per mantenere la scuola a Sassacci, che tra l’altro è stata inaugurata da poco a differenza della Don Bosco che invece è una struttura vecchia.

''E’ una vergogna – tuona uno dei manifestanti sotto il Provveditorato – che non si tenga conto del trauma che subiranno questi bambini se la classe verrà divisa e trasferita. Cambierebbero compagni e maestra e soprattutto andrebbero ad aggiungersi in una classe che conta già 25 alunni’’.

“Quello che non capiamo – spiega un’altra donna – è perché dovremmo trasferire i nostri figli in una struttura vecchia dove pare ci siano anche problemi di sicurezza, quando quella dove si trovano attualmente è un istituto nuovissimo e dotato di tutte le attrezzature che una scuola dovrebbe avere. C’è da aggiungere, poi, che Sassacci è una zona in via di espansione e la scuola, in un futuro prossimo, sarà più che popolata’’.

A sostegno di questa battaglia si è sempre schierato anche il primo cittadino Gianluca Angelelli: ''Non si sta parlando di intervenire su una I elementare – spiega – dove è tutto nuovo, dai compagni alla maestra. Si sta parlando di una III, ormai quindi prossima IV, dove i bambini hanno raggiunto il proprio equilibrio perché hanno già preso confidenza con la maestra e il percorso didattico e si conoscono tra di loro. Andare a stravolgere tutto questo sarebbe un crimine’’.

“Stamattina – conclude il sindaco – mi trovo qui per capire se queste leggi siano state applicate a più classi della provincia o se la classe di Sassacci sia un unicum. In quest’ultimo caso mi rivolgerò alla Procura regionale della Corte dei Conti’’.

 

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