ANNO 27 n° 266
''Chiudiamo il Parco
del Bullicame''
Interviene Giovanni Faperdue
16/11/2011 - 12:26

Riceviamo e pubblichiamo

Considerato che al Parco del Bullicame dalla “callara” non arriva più acqua a sufficienza per riempire le pozze.

Considerato che le pozze piene di acqua fredda non sono balneabili.

Considerato che i viterbesi che vanno al Bullicame per prendersi un bagno terapeutico, quando si accorgono che l’acqua è fredda si arrabbiano di brutto e rivolgono pensieri non proprio benevoli agli amministratori di Viterbo, che non sanno gestire questo nostro bene prezioso.

Considerato che l’investimento fatto dalla Fondazione Carivit corre il rischio di trasformare il Parco in Museo, perché senza acqua che è il bene primario, quel luogo è un museo deserto.

Considerato che la persona dei “Servizi Sociali” incaricata di sorvegliare il Parco è esposta alle gelide folate di tramontana e costretta ad ascoltare le lamentele dei bagnanti che non possono fare il bagno.

Considerato tutto quanto esposto, noi dell’Associazione “Il Bullicame” chiediamo di chiudere il Parco fino a quando non si riuscirà ad alimentare in modo corretto le pozze.

Poi chiediamo al sindaco Giulio Marini e al consigliere con la delega al termalismo, Umberto Fusco di mettere in campo tutte le risorse di cui possono disporre per fare finire questa storia allucinante dell’acqua del Bullicame, che si protrae da ben 26 anni.

Se il sindaco non è in grado di effettuare controlli sulla mancanza di acqua al Bullicame, ci dica a chiare lettere a chi ci dobbiamo rivolgere per ottenere questi controlli.

Giovanni Faperdue

Presidente Associazione “Il Bullicame”




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